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"Il Capo di Stato Maggiore russo dietro la rivolta nell'Est ucraino"

La Procura militare ucraina accusa Valery Gerasimov: "Dal 2013 preparò il terreno all'intervento di Mosca". La Russia nega: "Accuse infondate"

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"Il Capo di Stato Maggiore russo dietro la rivolta nell'Est ucraino"

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La Procura militare ucraina ne è convinta: la mente del conflitto nell’est del Paese è il Capo di stato maggiore delle forze armate russe, Valery Gerasimov.

Collocato da Kiev sulla lista dei super-ricercati, è fra l’altro sospettato di aver partecipato, insieme ad altri dieci militari russi, all’assedio della città di Ilovaisk, in cui centinaia di soldati ucraini persero la vita sotto il fuoco dei ribelli pro-russi.

“Dall’8 agosto al 23 agosto 2014 – ha detto il Capo della Procura militare ucraina, Anatoliy Matios – sotto gli ordini di Gerasimov, le posizioni dell’esercito ucraino sono state sistematicamente attaccate con lanciarazzi Grad, Smerch e Uragan dal territorio della Federazione Russa. Attacchi che sono stati confermati da numerose prove”.

In base alle ricostruzioni della giustizia ucraina, Gerasimov avrebbe tramato per alimentare la sollevazione nell’est pro-russo dal luglio 2013 e così preparato il terreno per il successivo coinvolgimento di Mosca.

Sdegnata la reazione russa, che ha bollato come del tutto infondate le accuse degli inquirenti ucraini.

“L’ufficio del Procuratore generale ucraino ha fatto sapere che farà di tutto per avviare al più presto un processo a Gerasimov in contumacia – conclude da Kiev la corrispondente di euronews, Maria Korenyuk -. Il fatto che una tale formula, in Ucraina, non sia finora mai stata adottata per processi per crimini di guerra potrebbe tuttavia costituire un ostacolo”.