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Turchia: ancora raid aerei contro PKK e ISIL

Non si fermano i raid aerei turchi contro le postazioni del PKK e quelle del sedicente Stato Islamico. L’offensiva, iniziata lo scorso venerdì

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Turchia: ancora raid aerei contro PKK e ISIL

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Non si fermano i raid aerei turchi contro le postazioni del PKK e quelle del sedicente Stato Islamico. L’offensiva, iniziata lo scorso venerdì, sembra rientrare nella strategia politica e militare del presidente Recep Tayyip Erdogan: colpire in contemporanea militanti curdi
e ISIL. Nella lotta contro gli estremisti islamici, Ankara aveva già incassato l’appoggio della NATO.

Ma l’offensiva contro il PKK scatena la polemica in parlamento: il partito pro-curdo HDP, che alle ultime elezioni ha di fatto impedito all’AKP di Erdogan di ottenere la maggioranza assoluta, è stato duramente criticato dal premier Ahmet Davutoglu: “Quando è in discussione il futuro del Paese e la democrazia, coloro che non mostrano un atteggiamento chiaro non hanno il diritto di essere informati in merito alle operazioni anti-terrorismo. Tutti i quartier generali, i depositi di munizioni e i punti di ritrovo dello Stato Islamico sono stati distrutti”.

Mentre Ahmet Davutoglu difende i successi ottenuti contro gli jihadisti, l’opposizione accusa il suo governo di essere stato per troppo tempo compiacente con gli estremisti. Secondo i curdi, che nelle scorse ore sono scesi in piazza a Bruxelles, l’obiettivo di Erdogan è indebolire il PKK e l’HDP.

L’opposizione accusa il presidente di voler alimentare un sentimento anti-curdo nell’eventualità di elezioni anticipate.