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La Turchia intensifica i raid contro le postazioni curde del Pkk

Dalle basi dell’aviazione turca parte in queste ore quella che secondo diverse fonti è la più pesante offensiva contro le postazioni del Pkk

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La Turchia intensifica i raid contro le postazioni curde del Pkk

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Dalle basi dell’aviazione turca parte in queste ore quella che secondo diverse fonti è la più pesante offensiva contro le postazioni del Pkk dall’inizio dei bombardamenti, venerdì scorso.

La linea dura della Turchia del Presidente Recep Tayyip Erdogan contro i militanti curdi, avviata con finezza strategica in contemporanea all’offensiva contro l’Isis, procede sia sul piano militare che su quello politico.

Subito prima di partire per la Cina infatti Erdogan ha auspicato che i deputati del partito filo-curdo Hdp paghino la loro (presunta) connivenza con i militanti del Pkk con la revoca dell’immunità parlamentare.

Una minaccia che ha lo stesso fragore delle operazioni militari in corso nel Nord dell’Iraq, operazioni per le quali Ankara ha incassato l’appoggio verbale della Nato. Ma alla minaccia il leader dell’Hdp Selahattin Demirtas ha risposto con la sfida: oggi saranno gli stessi eletti del partito a rinunciare all’immunità.

La dichiarazione della Nato di appoggio ad Ankara a conclusione del vertice di Bruxelles richiesto dalla stessa Turchia aumenta in un certo senso il margine di manovra del governo di Ankara.

Secondo l’interpretazione del vicario apostolico di Aleppo Georges Abou Khazen il timore è “che i turchi vogliano combattere i curdi con la scusa dell’Isis. Se è una lotta contro l’Isis va bene, ma se è una scusa per combattere i curdi e aumentare la confusione e la violenza, allora non è un segnale positivo. Sappiamo bene che la Turchia ha permesso ai militanti dell’Isis di entrare, armarsi e addestrarsi”.