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La realtà aumentata negli occhiali

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La realtà aumentata negli occhiali

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Ecco degli occhiali un po’ particolari per un debutto mondiale. Accade ad Avignone in pieno festival nel bel mezzo dell’effervescenza del teatro off

Ecco degli occhiali un po’ particolari per un debutto mondiale. Accade ad Avignone in pieno festival nel bel mezzo dell’effervescenza del teatro off e di quello tradizionale.

Per la 69esima edizione del Festival al Palazzo dei Papi meglio osservare uno spettacolo dal vivo con questi occhiali. Soprattutto se si ha bisogno di un’altra lingua.

Daisy Jacobs manager, Theatre in Paris:
“E’ la realtà aumentata che consente di osservare l’opera teatrale coi sottotitoli direttamente negli occhiali. Cio’ permette il multilinguismo, quindi, per esempio quello che facciamo in questo momento al festival d’ Avignone nella corte d’onore con i sottotitoli per due spettacoli, c‘è un “Re Lear” di Shakespeare con messainscena e traduzione di Oliver Py che è sottotitolato in francese, inglese e mandarino ma proponiamo anche Retour à Berratham di Angelin Prejlocaj sottotitolato in 5 lingue inglese, francese, tedesco, italiano e polacco”. “ Ognuno può scegliere la sua lingua, il colore, le dimensioni, la luminosità e la posizione del testo negli occhiali. Apro l’applicazione ed ho subito i sottotitoli con “Re Lear” e “Retour à Berratham” di questa sera. Decido di seguire i sottotitoli in inglese e mi basta farli scorrere cliccando sulla freccetta. Se per caso un attore salta una battuta o la dimentica posso anch’io saltarla cosi’”. “E’ un debutto mondiale che proproniamo ad Avignone 2015 lo lanciamo con French Tech Culture. Noi siamo una struttura per mettere in moto le start-up che si chiama French Tech Culture e nel quadro del festival abbiamo potuto lanciare questo dispositivo per la soluzione dei sottotitoli in diverse lingue”.

Visto che la Città dei Papi e la sua regione sono il terreno del festival si è deciso di giocare la carta del digitale. Parla un altro attore del meccanismo.

Jean-François Césarini, manager di French Tech Culture: “The bridge” è stato l’acceleratore che ha garantito per il Ministero dell’Economia la prospettiva di far diventare la città la capitale della cultura digitale a portata europea. Accogliamo delle start up, le formiamo, le guidiamo, troviamo i finanziamenti i clienti e poi le mettiamo nelle nostre reti per farle crescere e affinchè sviluppino l’ecosistema della nostra provincia per creare lavoro.
Per esempio cercheremo di introdurle nell’ hub di New York per farleentrare in contatto con Broadway per rafforzarle e sviluppare ancora di piu’ il nostro territorio”.

Josie è inglese , parla bene francese senza essere bilingue. Prova gli occhiali.

Josie Daxter, spettatrice: “Pensavo che fosse un elemento che mi avrebbe distratto e non era vero. Pensavo che diventasse una barriera fra me e la scena ma non lo era. Di fatto paragonato ad un normale sottotitolo diventa molto piu’ agevole da leggere, lo puoi leggere se vuoi. Puoi vedere molto di piu’ la scena e in certi momenti puoi anche evitarli i sottotitoli, insomma quando capisci non c‘è bisogno di leggerli”.

Questi occhiali sviluppati da Theatre in Paris, Optinvent e Atos, possono aver ben altre applicazioni che il teatro e l’opera.