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Kerry difende l'accordo sul nucleare, alla Camera dei rappresentanti resistenze di repubblicani e democratici

Contemporaneamente alla missione di Federica Mogherini a Teheran, il segretario di Stato Usa John Kerry è stato in audizione alla Commissione Esteri

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Kerry difende l'accordo sul nucleare, alla Camera dei rappresentanti resistenze di repubblicani e democratici

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Contemporaneamente alla missione di Federica Mogherini a Teheran, il segretario di Stato Usa John Kerry è stato in audizione alla Commissione Esteri della Camera dei rappresentanti sull’accordo sul nucleare iraniano.

Critiche e dubbi sono stati sollevati da repubblicani e democratici e Kerry per rassicurarli, oltre a spiegare nel dettaglio l’accordo, si è dilungato elencando tutti i controlli a cui sono soggetti gli iraniani, anche su aspetti non essenziali nel ciclo dell’uranio.

“Gli iraniani – ha spiegato il capo della diplomazia americana – sono per per sempre soggetti a vincoli enormi, per quanto riguarda controlli e rendiconti. Devono giustificare tutte le attività di ricerca nucleare e sviluppo che non coinvolgano materiale nucleare, produzione di tecnologie sensibili, centrifughe, componenti rotanti, costituzione di strumenti utilizzabili per la separazione del plutonio, miniere di uranio, impianti di arricchimento, scorie nucleari, ogni genere di cose”.

Kerry aveva già difeso con forza l’accordo davanti alla Commissione Affari esteri del Senato la scorsa settimana respingendo l’accusa di essersi fatto raggirare al tavolo dei negoziati. Entro 60 giorni il Congresso deve decidere se dare il via libera o respingere l’accordo. In caso di bocciatura Obama potrà apporre il veto presidenziale, che potrà a quel punto essere aggirato soltanto con una maggioranza dei 2/3 al Congresso.