ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Kenya: il ritorno a 'casa' di Obama

Così come nel 2008, in occasione dell’elezione, la visita in Kenya del presidente americano Barack Obama, è motivo di gioia e festa. In preda a

Lettura in corso:

Kenya: il ritorno a 'casa' di Obama

Dimensioni di testo Aa Aa

Così come nel 2008, in occasione dell’elezione, la visita in Kenya del presidente americano Barack Obama, è motivo di gioia e festa.
In preda a un’eccitazione collettiva i kenioti l’attendono come il nuovo messia.

L’agenda del presidente resta segreta piu o meno ma nel villaggio dei suoi antenati ,Kogelo, sanno già che il presidente non andrà.
Difficile nascondere la delusione, Obama qui è il figlio e fratello di tutti e incarna la speranza:

“Sono molto deluso, vogliamo che il nostro ragazzo venga a vederci venga a visitare la nonna. Saremmo veramente i più felici al mondo”.

È qui che è stato sepolto il padre di Obama. Economista, lasciò la famiglia quando l’attuale presidente aveva 2 anni. Obama ha appena un vago ricordo del padre che morì, a 46 anni, in un incidente stradale nel 1982.

Obama ha visitato altre 4 volte il Kenya, l’ultima dopo la sua elezione a senatore dell’Illinois nel 2006.
Alcuni suoi parenti vivono ancora qui, tra gli altri anche Sarah Obama, 94 anni, ch e Barack Obama chiama nonna.

Anche lei non nasconde la sua delusione, ma capisce che Barry, così chiama il nipote non può renderle visita “visti gli impegni ufficiali che ha”.

Nell’eccitazione generale dell’elezione del primo presidente americano di origine keniota, nel villaggio di Kogelo venne portata l’acqua corrente e l’elettricità.
Gli abitanti, però, si attendevano di più.

Il vicepreside della scuola elementare di Kogelo:

“Siamo dispiaciuti, quando divenne presidente, pensavamo che ne avremmo avuto qualche vantaggio. Non abbiamo visto niente, aspettiamo comunque che si attuino programmi di scambi scolastici tra le nostre e le scuole americane”.

In molti a Kogelo, sperano ancora in una visita del presidente.
L’Africa resta la terra delle possibilità e l’imprevedibile è sempre all’ordine del giorno .