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Dudamel 'regala' a Bogotá tutte le sinfonie di Beethoven

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Dudamel 'regala' a Bogotá tutte le sinfonie di Beethoven

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Il Maestro venezuelano delizia il pubblico colombiano con la sua Orchestra Simón Bolívar

Ancora una volta Gustavo Dudamel ha incantato tutti, dirigendo recentemente, e per la prima volta, il ciclo delle sinfonie di Beethoven, a Bogotá.

Point of view

Il tema della fratellanza, tanto caro a Beethoven, è particolarmente significativo oggi, in cui c'è davvero bisogno di costruire ponti. Ogni giorno, invece, erigiamo sempre più frontiere e sempre meno ponti.

Stregata dalla sua bacchetta, l’orchestra venezuelana Simón Bolívar, ossia il “meglio” tra i musicisti emersi dal cosiddetto “Sistema”, il programma di fama mondiale che attraverso la musica classica si propone di salvare i ragazzini dalla strada.

La sinfonia n. 1 e n. 2 sono state il primo “assaggio” del prezioso regalo del Maestro Dudamel al pubblico colombiano.

“Vi è prima di tutto un legame storico con la Colombia, ci ha detto un emozionato Dudamel. Il Venezuela e la Colombia sono paesi fratelli. È Simón Bolívar che ci ha regalato l’indipendenza, e questo ci affratella. Bolívar e Beethoven sono vissuti alla stessa epoca, e penso che i loro ideali fossero simili: ed è ciò che rende questo ciclo così speciale.”

“Beethoven, ha continuato, è parte integrante di noi sin da quando eravamo bambini, dai tempi delle orchestre giovanili in cui, per esempio, affrontavamo il primo movimento della Quinta. Beethoven è un simbolo per noi: di speranza, di impegno, di sogni da realizzare… e un genio da condividere coi paesi a noi fratelli, e col resto del mondo, naturalmente.”

“Al tempo della composizione di queste sinfonie, riflette il Maestro, Beethoven era alla ricerca di se stesso, anche se già si scorgono le scintille del suo genio. Per cui una delle scommesse per l’orchestra è far sì che questa musica sia davvero beethoveniana e non ricordi invece il suo modello, Haydn!”

“La fratellanza, l’amore condiviso, sono elementi che assumono un significato particolarmente forte oggi, in cui c‘è davvero bisogno di costruire ponti, afferma, commosso, re Gustavo. Ogni giorno invece erigiamo sempre più frontiere e sempre meno ponti. La musica è una lingua universale, e la più universale di tutte è quella di Beethoven, che ha celebrato la fratellanza e la felicità da condividere con gli altri, universale.”

Il momento delle prove con la Simón Bolívar, orchestra unica nel suo genere