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Burundi: una storia tormentata

I disordini scoppiano , lo scorso aprile,all’annuncio del presidente Nkurunziza di correre per un terzo mandato presidenziale, in violazione della

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Burundi: una storia tormentata

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I disordini scoppiano , lo scorso aprile,all’annuncio del presidente Nkurunziza di correre per un terzo mandato presidenziale, in violazione della Costituzione. Che limita a due mandati la possibilità di ricoprire l’incarico.

Pierre Nkurunziza però si difende dicendo che nel 2005 fu nominato alla presidenza direttamente dal Parlamento e corre quindi di diritto per un ulteriore mandato.

La Corte Costituzionale gli dà ragione, ma lo scorso maggio il suo vice ha lasciato il Paese denunciando l’incredibile pressione cui sono stati sottoposti i giudici per concedere il nulla-osta alla candidatura del presidente.

Ex colonia belga, dalla sua indipendenza, nel 1962, la storia del Burundi si articola in violenze, conflitti etnici e colpi di stato.

Il conflitto inter-etnico, che ha opposto i Tutsi, che avevano in mano i posti chiave delle istituzioni e dell’esercito, malgrado rappresentassero il 15% della popolazione, agli Hutu ha fatto centinaia di migliaia di morti.

L’accordo di pace di Arusha, del 2000, raggiunto con la mediazione di Nelson Mandela, è un passo in avanti che sancisce la spartizione del potere, ma Hutu e Tutsi non l’accettano.

La guerra civile continua. Nel 2003 ci sono i primi segnali di distensione, seguiti un anno dopo da una missione Onu di peacekeeping.

La volontà di normalizzazione porta alla nomina da parte del parlamento di Pierre Nkurunziza a presidente.
Dopo una guerra civile di oltre 20 anni il Paese è in ginocchio.
Sono oltre 300 mila i morti e l’economia è allo sfascio.

Dopo le elezioni del 2010, si assiste a una recrudescenza della violenza, alimentata anche dall’incursione di gruppi ribelli dalla vicina Repubblica democratica del Congo.

Le recenti violenze hanno costretto alla fuga più di 200 mila persone.