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Burundi al voto presidenziale tra violenze e tensioni: nuove proteste e morti

Elezioni cariche di tensioni e violenze in Burundi. Nella capitale Bujumbura almeno un poliziotto e un civile sono rimasti uccisi negli scontri

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Burundi al voto presidenziale tra violenze e tensioni: nuove proteste e morti

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Elezioni cariche di tensioni e violenze in Burundi. Nella capitale Bujumbura almeno un poliziotto e un civile sono rimasti uccisi negli scontri scoppiati nella notte. Testimoni riferiscono di spari ed eplosioni anche poco prima dell’apertura dei seggi per le presidenziali.

I manifestanti protestano contro il presidente Pierre Nkurunziza che, violando la costituzione che fissa il limite a due, corre per un terzo mandato. I partiti di opposizione hanno deciso di boicottare il voto e hanno denunciato l’illegittimità della commissione elettorale, composta solo da fedelissimi del presidente. Circa 3,8 milioni di cittadini sono chiamati a votare.

“La persona alla quale ho deciso di dare il mio voto deve garantire la sicurezza, deve esserci stabilità nel Paese. Tutti devono essere protetti e difesi”, dice un residente della capitale.

Elezioni definite non libere né credibili dalle Nazioni Unite. Il voto si annuncia come la cronaca di una vittoria annunciata del presidente Pierre Nkurunziza che governa il paese dal 2005.

Le proteste in Burundi sono scoppiate il 25 aprile in seguito alla decisione del presidente di candidarsi: almeno cento i morti e 158mila le persone fuggite nei paesi vicini. In particolare Ruanda, Repubblica Democratica del Congo e Tanzania.