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Al Festival di Avignone "Ultima cena" in Egitto

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Al Festival di Avignone "Ultima cena" in Egitto

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Presentata al 69esimo Festival di Avignone “L’ultima cena” del regista egiziano Ahmed El Attar, descrive una società che non riesce a liberarsi

Presentata al 69esimo Festival di Avignone “L’ultima cena” del regista egiziano Ahmed El Attar, descrive una società che non riesce a liberarsi della figura archetipica del tiranno.

Mentre l’Egitto affronta le molte sfide post rivoluzionarie questi personaggi temerari dimostrano debolezze e disprezzo del popolo.

Ahmed El Attar, regista: “Il tema va ben oltre i cambiamenti politici e abbraccia il terremoto sociale che è stato sollecitato. L’arte riflette la società nel momento in cui la società non si esprime piu’”.

“L’ultima Cena” è una rappresentazione grottesca della borghesia egiziana che sulla base di discussioni profonde e incoerenti rivela sua vacuità.

Boutros Ghali, attore: “E’ una finestra aperta su questa classe. Cosi’ come noi lo consentiamo dall’inizio della pièce e fino alla fine; tutto è anodino. I dialoghi che emergno da questo livello sociale sono insignificanti. Persone che s’interessano solo al denaro e che non hanno interesse a quello che sta realmente accadendo”.

I servitori non dicono nulla, sono muti ma la dialettica tra le classi è complessa.

Nanda Mohammad, attrice: “Questo tipo di famiglia è caratterizzata da relazioni aspre e fragili. Si pretende che tutto vada bene. Tutto si basa sulle apparenze, quel che appare agli occhi della società e delle persone. Una classe dirigente fatua, autoritaria, cupida e sprezzante, avida di potere e desiderosa di evitare ogni cambiamento”.

Sayed Ragab, attore: “Le loro vite sono vuote e questo è tutto. Le relazioni con i domestici sono come quelle fra padroni e schiavi. Una classe che manca di tutto. Il dialogo è senza senso cosa che dimostra l’unitilità di questa classe”.

In un flusso verbale senza fine i protagonisti celebrano il loro vuoto e vi sguazzano fino all’assurdo. La finzione è più realistica di molti documentari e tutto assicura che l’agitazione cesserà prima o poi.

Ahmed El Attar, regista: “La scene ha dell’assurdo … vedo che la realtà è assurda, quindi ho cercato di mantenere un po’ di assurdità in un quadro realista. Questa classe evolve nel quadro di un sistema retrogrado e immutabile. Del resto si rifiuta il cambiamento cosa per me assurda perchè è contro natura”.

“L’ultima cena” profila la struttura della società egiziana, una sociatà classista segnata dall’egemonia dispotica dei padri e la dominazione silenziosa di un popolo immerso nella povertà.
La pièce dopo Avignone verrà presentata a Parigi e Bruxelles.

http://www.festival-avignon.com/fr/spectacles/2015/the-last-supper