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Spagna, la legge che offre la residenza in cambio di investimenti nel Paese

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Spagna, la legge che offre la residenza in cambio di investimenti nel Paese

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Per i più fortunati stabilirsi in Europa è una questione puramente economica. Tra i Paesi che offrono i cosiddetti “visti d’oro” c‘è la Spagna: una legge (ribattezzata “degli investitori”) concede la residenza a chi compra immobili per almeno 500 mila euro, a chi avvia un’attività economica, a personale qualificato, a ricercatori e scienziati e, infine, a chi compra debito pubblico per almeno 2 milioni di euro.

“Abbiamo agevolato chiunque volesse venire a investire in Spagna”, spiega il segretario di Stato all’Immigrazione Marina del Corral Téllez. “L’idea era quella di non ostacolare un investimento di capitale che genera impiego, che in definitiva è il nostro obiettivo. Per cui facilitiamo le cose da un punto di vista amministrativo”, aggiunge.

Due anni dopo l’entrata in vigore della legge i risultati sono buoni, dicono dal dicastero dell’Impiego: circa 1.800 professionisti qualificati e 850 investitori (in maggioranza russi e cinesi) hanno ottenuto la residenza.

A chi accusa il governo di essersi messo a “vendere visti” le autorità rispondono che gli investimenti diretti hanno toccato i 694 milioni di euro e che gli imprenditori giunti nel Paese hanno creato qualcosa come 12 mila posti di lavoro.

Tra questi c‘è Belèn Bianchi, imprenditrice svizzera-spagnola che ha creato un’impresa specializzata nella vendita di case di lusso: “La ‘Legge degli imprenditori’ proposta dal governo spagnolo mi ha dato l’idea di creare House Invest Spain. Ho registrato una grande voglia da parte di uomini d’affari – svizzeri soprattutto, ma anche stranieri – di investire nel mio Paese d’origine”.

Questo anche grazie ai prezzi del mercato immobiliare spagnolo rimasti bassi dopo lo scoppio della bolla.

“La Spagna non è l’unico Paese che ad aver predisposto il ‘visto d’oro’ per attrarre investimenti stranieri”, sottolinea la nostra corrispondente Cristina Giner. “Altre nazioni come la Gran Bretagna, l’Irlanda, il Portogallo, Malta e Cipro hanno adottato anch’essi meccanismi simili”, conclude.