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Hiroshima e Nagasaki, 70 anni dopo

Sono passati 70 anni dal giorno in cui il bombardiere Enola Gay sganciò l’atomica su Hiroshima e Nagasaki. L’ordine del presidente americano Harry

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Hiroshima e Nagasaki, 70 anni dopo

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Sono passati 70 anni dal giorno in cui il bombardiere Enola Gay sganciò l’atomica su Hiroshima e Nagasaki.

L’ordine del presidente americano Harry Truman, che preferì l’arma nucleare a un attacco di terra in Giappone, causò la morte istantanea di circa 200 mila innocenti, i danni e i decessi successivi sono stati incalcolabili.

All’American University a Washington, una mostra, che durerà fino al 16 agosto, racconta la distruzione e la morte per mano dell’arma nucleare.

Oltre alle opere degli artisti giapponesi Iri Maruki e di sua moglie Toshi, è possibile consultare documenti e vedere foto e video prestati dal museo della prefettura di Saitama, vicino a Tokyo.

Peter Kuznick è lo storico e curatore della esposizione:

“Le bombe atomiche non hanno solamente ucciso migliaia di innocenti durante la guerra, ma hanno aperto la porta alla possibilità di annientamento della vita stessa nel nostro pianeta.
La cosa più scioccante è che il presidente Truman sapeva quale sarebbe stato il risultato”.

Alcuni oggetti, sono in mostra a Washington per la prima volta.

Lo storico Martin Sherwin mette in evidenza le conseguenze politiche del gesto che cambiò la storia del mondo:

“L’uso dell’atomica contro un nemico di fatto sconfitto ha legittimato le armi nucleari, ha rafforzato Stalin nella convinzione che poteva ottenere l’ arma nucleare quanto prima e ha dato il via alla corsa agli armamenti. Che ha subito un’impennata sotto Eisenhower”.

Il bombardiere Enola Gay, ribattezzato con il nome della madre del suo pilota, è diventato sinonimo dei bombardamenti stessi.

Stefan grobe, euronews:

“L’atomica su Hiroshima ha cambiato il pensiero nel mondo. Da allora ci sono stati diversi conflitti armati, ma niente è paragonabile all’orrore causato da quest’aereo. Che è ancora vivo oggi”.