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Nucleare iraniano, trattative febbrili a Vienna: John Kerry ottimista

Dopo due settimane di intensi negoziati, l’Iran e le sei potenze mondiali del gruppo 5+1 sarebbero prossimi a un accordo per mettere fine al

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Nucleare iraniano, trattative febbrili a Vienna: John Kerry ottimista

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Dopo due settimane di intensi negoziati, l’Iran e le sei potenze mondiali del gruppo 5+1 sarebbero prossimi a un accordo per mettere fine al contenzioso sul programma nucleare di Tehran.

Alla vigilia della nuova scadenza per i colloqui, la quarta in pochi giorni, convergono a Vienna anche il ministro degli Esteri russo e il suo omologo cinese per partecipare alle trattative: un segnale che qualcosa si sta muovendo.

A confermare questa impressione è anche il segretario di Stato americano John Kerry, che ha definito l’incontro di questa mattina “molto positivo”. “Ci sono ancora alcune questioni difficili da risolvere – ha ammesso – ma ho buone speranze che arriveremo presto a decisioni concrete”.

Tra i punti più controversi, il bando in vigore contro la fornitura di armi all’Iran, di cui la Repubblica islamica chiede la rimozione immediata, in caso di accordo.

Contro un’ipotesi di intesa con Tehran si è espresso però duramente il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Durante una riunione di gabinetto, ha ricordato le parole pronunciate di recente dalla guida suprema iraniana, Ali Khamenei, secondo la quale la lotta contro potenze “arroganti” come gli Stati Uniti dovrà continuare, anche dopo un eventuale accordo sul nucleare. Netanyahu ha criticato anche il presidente iraniano Rouhani, accusandolo di “arringare la folla nelle strade, dove decine di migliaia di persone inneggiano alla distruzione di Israele”.

Un’intesa sul programma nucleare di Tehran, che secondo la Repubblica islamica avrebbe unicamente scopi civili, metterebbe fine a un negoziato avviato oltre un anno e mezzo fa.