ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Srebrenica: le foto del massacro

Lettura in corso:

Srebrenica: le foto del massacro

Dimensioni di testo Aa Aa

Il 2015 segna il ventesimo anniversario del massacro di oltre 8.000 uomini e ragazzi musulmani nella città bosniaca di Srebrenica. La strage era

Il 2015 segna il ventesimo anniversario del massacro di oltre 8.000 uomini e ragazzi musulmani nella città bosniaca di Srebrenica.

La strage era avvenuta l’ 11 LUGLIO 1995. Pochi mesi prima della fine della guerra di Bosnia, le milizie serbo-bosniache del generale Ratko Mladic entrarono nell’enclave mussulmana di Srebrenica, separano gli uomini e i ragazzi dalle donne e li condussero allo sterminio con le mani legate. I corpi finirono sparpagliati nelle fosse comuni per nascondere le prove.

Tarik Samarah è un fotografo bosniaco che opera in ambito artistico e documentario. http://tariksamarah.com

Tarik Samarah, fotografo: “Dopo aver visto fra il 1992 e il 95 la guerra a Sarajevo sono andato in Bosnia orientale. Anche se avevo già assistito alla morte di civili tutti i gioroni a Sarajevo nulla poteva farmi presagire di quello che avrei visto nelle foreste della Bosnia orientale”.

Tarik Samarah, fotografo: “Mentre camminavo accanto a parti di corpi umani che gli animali avevano trascinato nei boschi mi resi conto che non potevo essere solo un osservatore perché chi è testimone di un reato deve essere un consapevole e responsabile testimone”.

La Galleria 7/11/95 di Sarajevo mostra l’esposizione permanente degli scatti in bianco e nero di Samarah cosi’ come le testimonianze filmate dei sopravvissuti, i pochi che fingendo di essere morti si sono nascosti fra i cadaveri. Ci sono anche le mappe digitali della posizione delle fosse comuni. Samarah ha fotografato il lavoro dei sopravvissuti per cercare l’ubicazione delle fosse comuni, l’opera di esumazione e identificazione dei resti delle vittime e la sepoltura. I visitatori vengono da tutto il mondo.

Steven Rioff, avvocato: “ La domanda che mi assillava era: ma cosa faceva il resto del mondo? Mi vergogno nel pensare che sebbene io sia una avvocato e una persona evoluta non ho abbastanza elementi per darmi una risposta”.

La mostra è un ricordo vivido dei crimini che l’uomo puo’ compiere, si sarebbe dovuto imparare dal genocidio degli ebrei e non ripetere la storia. L’eccidio ebbe luogo in un’area che le Nazioni Unite avevano dichiarato “zona di sicurezza”. Eppure i 400 caschi blu olandesi delle Nazioni Unite in zona non hanno potuto evitare l’uccisione di massa. 20 anni dopo il mondo ricorda mentre la brutale violenza dello Stato islamico e Boko Haram dominano i titoli dei giornali.

Helle Wagner, visitatrice dalla Danimarca: “Penso siano molto importanti questi memoriali per evitare che accada ancora. La Danimarca e’ stata coinvolta nella seconda guerra mondiale, e i giovani di Danimarca ci domandano: perchè dobbiamo sentire queste storie di tanto tempo fa? Credo che sia importante che la gioventù venga istruita cosi’ perché tutto questo accade ancora, accade ancora in questo momento. Per evitare che si ripeta, abbiamo bisogno di questo”.

Tarik Samarah è nato nel 1965 a Zagabria ed ha speso anni nel progetto “Srebrenica – genocidio nel cuore dell’Europa”. La galleria che lo ospita ha aperto 3 anni fa.https://youtu.be/1xdC232Djp4Srebrenica

Tarik Samarah, fotografo: “La galleria 7/11/95 è il primo monumento dedicato a Srebrenica. Col mio lavoro sono uno dei suoi fondatoriori. Si informano i giovani quotidianamente ma anche il resto del pubblico la visita tutto l’anno”.

Le Nazioni Unite vogliono una risoluzione che condanni definitivamente il massacro come crimine di genocidio. La Serbia, i serbobosniaci e la Russia hanno criticato questa proposta parlando di risoluzione anti serba. Intanto la guerra di Bosnia è costata 100 mila morti.