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Eco-Mafia: un fenomeno in crescita dal Nord al Sud dell'Europa, che mette a rischio la salute. Inchiesta nella Terra dei fuochi.

Il traffico di rifiuti industriali pericolosi e costosi da smaltire è diventato il quarto business criminale in Italia. Ora si esportano rifiuti in Cina.

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Eco-Mafia: un fenomeno in crescita dal Nord al Sud dell'Europa, che mette a rischio la salute. Inchiesta nella Terra dei fuochi.

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All’ombra del Vesuvio, in una delle terre piú fertili d’Italia, le forze dell’ordine italiane stanno indagando su un traffico illecito di rifiuti gestito dalla criminalità organizzata. 

Point of view

La Camorra ha fatto la sua parte, ma la Camorra ha fatto un abbraccio mortale con l’industria disonesta! Se ci sono ancora industriali che cercano di difendersi o qualche paese del Nord Europa pensa che non ha di questi problemi, ci stiamo sbagliando tutti, questo é un problema globale”

Andiamo in un paesino considerato feudo della Camorra, Casal di Principe.

Dietro la casa del nipote di Carmine Schiavone che pentendosi ha rivelato il sito, è stata scoperta una discarica abusiva interrata con fanghi industriali tossici, rifiuti ospedalieri, amianto e materiale edile. La falda freatica è inquinata.

La struttura stratificata della discarica indica un sistema organizzato.

Secondo il pentito Carmine Schiavone, qui ci sarebbero anche cassette di piombo provenienti dalla Germania. Si sospetta un traffico internazionale.

A condurre le indagine è la squadra del Corpo Forestale guidata dal Generale Sergio Costa: “Quando facciamo le attività di scavo, dice, ci aspettiamo di trovare non soltanto rifiuti che provengono dalla sede locale o nazionale, ma anche dalla sede extranazionale, quindi europea e talvolta anche extra-continentale. E questo è un fatto che atti giudiziari dimostrano in maniera incontrovertibile.

Discariche interrate che provano l’esistenza di un traffico di rifiuti industriali gestito dalla Camorra fin dagli anni ’80 grazie al controllo sul territorio.

Siamo nella cosidetta Terra dei Fuochi, una striscia di terra di una cinquantina di comuni tra le città di Napoli e Caserta.

Gli abitanti denunciano migliaia di roghi che da anni vengono accesi da criminali per eliminare rifiuti urbani ma anche scarti industriali. Solo l’anno scorso sono stati recensiti oltre 2500 i roghi da Lega Ambiente.

Enzo Tosti attivista ambientale ci porta in una fabbrica abbandonata vicino Orta di Atella, chiusa dalle forze dell’ordine. Qui si produceva concime biologico, secondo Enzo, addizionato con fanghi industriali.
 
All’interno della fabbrica troviamo una trentina di sacchi di scarti abbandonati da aziende locali che lavorano in nero. Sono gli scarti dell’attività illecita che alimentano i roghi.

Sottolinea Enzo Tosti: “Molte di queste aziende che lavorano al nero in queste zone servono anche le grandi griffe italiane.”

Nel mezzo della campagna piccole fornaci vengono re-incendiate regolarmente, rifiuti urbani bruciano insieme a bitume derivato dall’industria edilizia abusiva, scarti tessili e amianto.

“Questa roba qui- dice Enzo- specialmente il bitume mantiene la fiamma, il fuoco per parecchi giorni e giorni, emanando diossine pericolosissime nell’aria e resta qui poi nel tempo.”

Un disastro ambientale che esaspera i cittadini. Andiamo a Caivano, un comune popolare, alla periferia di Napoli, controllato dalla Camorra.

Il parroco locale guida una battaglia contro il degrado ambientale della Terra dei Fuochi. Don Maurizio Patriciello ritiene che l’inquinamento dovuto all’illecito smaltimento dei rifiuti sia responsabile dell’aumento di tumori nella sua comunità.

“I funerali li facciamo noi, quando le persone stanno male ci mandano a chiamare,  io mi rendevo conto che morivano tutti quanti dello stesso male, tumore e leucemia. Ho celebrato il funerale di Luciano, 16 anni, Antonio 10 anni e poi una mamma 30 anni, poi un’altra mamma 26 anni, ma dico che sta succedendo?”

Al  momento non ci sono analisi sufficienti a provare il nesso di causalità con il degrado ambientale. Ma secondo uno studio dell’Istituto superiore della Sanità in queste zone si registra un eccesso di tumori al fegato, allo stomaco e alla vescica rispetto alla media regionale e un eccesso di nuovi casi di tumori cerebrali e leucemie nei bambini.

Tra i fedeli di Padre Maurizio c‘é Anna Magri, sei anni fa ha perso suo figlio per una leucemia molto aggressiva. Il piccolo Riccardo é morto a 22 mesi dopo oltre un anno di terapie intensive e il trapianto del midollo.  

Anna pensa sia vittima dei crimini ambientali nella sua terra: “Qualcuno, qualche scellerato per pochissimo denaro o per tanto denaro, io non lo so, ha permesso che questi passi non fossero piú fatti da mio figlio, queste scarpe rappresentano tutti i bambini della nostra terra che non ci sono piú.”

Anna si è mobilitata insieme ad altre mamme contro le eco-mafie ed accusa lo stato italiano di non aver combattuto un traffico gestito per decenni in regime di omertà: “Non poteva succedere che dal nord arrivassero al sud dei camion strapieni di rifiuti tossici e fanghi nocivi e nessuno vedeva e sentiva niente. Nessuno ha preso mai una paletta ed ha voluto vedere cosa ci fosse.”

Secondo Lega Ambiente in oltre 20 anni 410.000 camion avrebbero attraversato l’Italia sversando in queste zone oltre 10 milioni di tonnellate rifiuti industriali, ma potrebbero essere molti di piú.

A Calvi Risorta, in un’area industriale in provincia di Caserta, la forestale ha scoperto quella che ritengono sia la piu’ grande discarica abusiva d’Europa, oltre 2 milioni di metri cubi di rifiuti sono sepolti in un’area di 25 ettari.

Riemergono solventi tossici e fusti di sostanze chimiche.

Padre Patriciello oggi accompagna le forze dell’ordine sul luogo:

“La Camorra ha fatto la sua parte, ma la Camorra ha fatto un abbraccio mortale con l’industria disonesta. Qui diciamo la verità c‘é l’industria disonesta. Che che ne dicano gli altri industriali. Perché se ci sono ancora industriali che cercano solo di difendersi o qualche paese del nord Europa pensa che non ha di questi problemi secondo me ci stiamo sbagliando tutti, questo é un problema globale”.

Secondo Europol oggi il traffico illegale è in aumento soprattutto nei paesi del Nord Europa occidentali che esportano rifiuti nell’Africa Occidentale  e in Asia. Una tendenza confermata da Claudia Salvestrini che dirige un consorzio per il monitoraggio del riciclaggio delle plastiche.

Smaltire un container di rifiuti speciali in modo lecito costa 60.000 euro, dice, in modo illecito 6000.

L’Italia, paese di destinazione di rifiuti, é ora una piattaforma di traffici di plastiche verso la Cina.

“Il controllo molto spinto che l’Ialia sta facendo nei porti in questo momento ha fatto in qualche modo traslocare le spedizioni verso Marsiglia, la Slovenia e la Croazia, e da li – dice Claudia Salvestrini, direttrice di Polieco, poi seguono le rotte asiatiche”.

Andiamo alla Procura di Napoli per capire come questo fenomeno sta evolvendo. Il traffico di rifiuti é diventato il quarto business criminale in Italia e non riguarda solo il Sud. A Brescia, nell’Italia del nord, é stato scoperto un traffico di rifiuti  proveniente dall’Australia e dalla Slovenia. Il procuratore della Repubblica di Napoli Giovanni Colangelo, ci spiega come funziona:

“Nelle modalità piu’ complesse e sofisticate oggi il traffico di rifiuti avviene con queste modalità fraudolente, cioé con documenti falsi o con società fantasma che si interpongono. Sono falsi sia i documenti di accompagnamento, chiamati Fir, sia i documenti di natura fiscale che fanno capo a queste società / e questo di fatto consente il trasporto di un traffico di rifiuti mascherato sotto un trasporto di rifiuti leciti”.

Torniamo a Casal di Principe. L’Italia ha appena approvato una legge sugli ecoreati che prevede pene fino a 15 anni di carcere ma secondo le autorità italiane bisognerebbe rafforzare la legislazione in tutti i paesi europei per evitare che ci siano anelli deboli tra i paesi dell’Unione europea che possano attirare la criminalità.

Sergio Costa, Generale del Corpo forestale dello stato:
“Noi auspichiamo che sia patrimonio europeo una legislazione antimafia con l’aggravante ambientale, che ci consenta di avere una sola lingua, un solo modo di investigare e risultati omogeni, perche’ se cosi’ facciamo evitiamo che ci sia una sorta di colonizzazione tra virgolette criminale di alcuni paesi europei che invece sono visti oggi da alcune organizzazioni criminali che sono viste come un luogo dove delinquenzialmente investire”.

Le bonifiche proseguono a rilento per il timore che la Camorra, dopo aver inquinato, si arricchisca anche con il risanamento. Gli abitanti campani chiedono a gran voce una mappatura dei siti pericolosi, perché non tutte le terre di questa regione sono inquinate.