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Grecia: paura per depositi incoraggia a spendere, anche per pagare le tasse

La crisi incoraggia la spesa. Sembra un controsenso, ma la paura di una ristrutturazione bancaria, con eventuale prelievo forzoso sui depositi, sta

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Grecia: paura per depositi incoraggia a spendere, anche per pagare le tasse

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La crisi incoraggia la spesa. Sembra un controsenso, ma la paura di una ristrutturazione bancaria, con eventuale prelievo forzoso sui depositi, sta spingendo molti greci a spendere più del solito. Anche per pagare le tasse.

Come riporta il quotidiano Ekathimerini, almeno un miliardo di euro è affluito nelle casse dello Stato greco dal 29 giugno, quando è stato imposto il controllo sui movimenti di capitali. Una somma che ha permesso al governo di Atene di onorare alcuni impegni, come il pagamento di stipendi ai funzionari pubblici.

I contribuenti hanno fatto ricorso ai pagamenti elettronici, ma alcuni hanno anche pagato in contanti, presso gli uffici delle imposte.

Nonostante il governo abbia escluso l’ipotesi di un bail-in per ristrutturare le banche greche, alcuni correntisti temono che possa accadere qualcosa di simile a quanto successo a Cipro nel 2013, quando, per la prima volta, i risparmiatori persero parte dei loro depositi.

In quel caso, a rimetterci furono soltanto i titolari di depositi superiori a 100mila euro. Ma il terreno inesplorato nel quale potrebbe avventurarsi la Grecia a partire da domenica, se non troverà un accordo con i suoi creditori, lascia aperto ogni scenario, anche il più inquietante.

Mentre molti pensionati faticano a racimolare contanti, alcuni datori di lavoro, in ritardo con le retribuzioni dei loro dipendenti, hanno messo mano al portafogli, saldando i debiti e abbassando l’importo sul conto corrente. Secondo la versione digitale del quotidiano greco Naftemporiki, alcuni fornitori sono stati pagati a due o tre giorni dalla consegna, mentre abitualmente avrebbero dovuto attendere tre mesi.

Il New York Times riferisce che in Grecia è in aumento la spesa
per acquistare prodotti elettronici di alta gamma: acquisti che vengono saldati in gran parte con carte di debito, come bancomat. Ma il quotidiano statunitense riporta anche il “paradosso di un gioielliere“http://www.nytimes.com/2015/07/09/world/europe/greeks-spend-droves-afraid-losing-savings-bailout.html?_r=1 che ha rifiutato di vendere pietre preziose per un valore di un milione di euro, preferendo conservare i gioielli, piuttosto che tenere il denaro in banca.

Nell’Unione europea, i depositi bancari sono garantiti fino a 100.000 euro. Eppure, secondo il Financial Times, non sarebbero del tutto al riparo da un taglio forzoso, se questo venisse registrato come una tassa una tantum.