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Crisi greca: Il discorso di Tsipras al parlamento europeo

Riforme credibili per giovedì. Sono ancora promesse quelle fatte dal premier greco Alexis Tsipras che questo mercoledì non ha trovato solo strette di

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Crisi greca: Il discorso di Tsipras al parlamento europeo

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Riforme credibili per giovedì. Sono ancora promesse quelle fatte dal premier greco Alexis Tsipras che questo mercoledì non ha trovato solo strette di mano e pacche sulla spalla nel parlamento europeo, ma anche critiche di chi non vuole più credere sulla parola, ma vuole fatti.

Il tedesco Manfred Weber, leader dei popolari europei, lo ha accusato di aver disintegrato la fiducia nell’Europa col referendum.

Rivendicando la democrazia dell’istituzione referendaria però, Tsipras ha detto: “Se un popolo non ha diritto di decidere il proprio futuro, ci sarà il rischio di ideologie estremiste ed antidemocratiche. Tanto vale smettere di votare e scegliere tecnocrati che si prendano la responsabilità delle decisioni”.

Probabilmente una provocazione quella di Tsipras dato che il suo esecutivo ha comunque chiesto denaro fresco per evitare la Grexit. Un prestito triennale con denaro del fondo europeo di stabilità.

Poi Tsipras ha concesso quacosa ai critici: “Avete ragione le dire che in Grecia ci sono distorsioni da eliminare. Ad esempio le baby pensioni. E questo lo abbiamo fatto senza dirlo a nessuno”.

Proprio mentre una nuova missiva arrivava al presidente dell’Eurogruppo Jeroem Dijsselbloem e al numero uno del Fondo Klaus Regling, Tsipras rivendicava un accordo entro la scadenza di domenica ribadendo le responsabilità dei creditori: “Quando chiediamo una ristutturazione del debito è perché quel debito vogliamo pagarlo e non continuare a chiedere crediti per pagare interessi pregressi”.

I rapporti, soprattutto con il centrodestra tedesco, sono ai minimi termini, per questo Tsipras si è rivolto a Weber: “Voglio ricordarle che il momento di massima solidarietà nella Unione Europea è stato nel 1953 quando il suo paese era in ginocchio dopo la guerra, e fu allora che venne tagliato il 60% del debito della Germania, dopo la Guerra”.

Un muro contro muro e di certo per ora non c‘è nulla. La Grecia ha bisogno, di qui al 2018, di una cifra vicina ai 70 miliardi di euro. Intanto le banche ellleniche restano chiuse e lo rimarranno fino a venerdì, come ufficializzato dal ministero delle Finanze.