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Grecia, timori per la possibile la carenza di medicinali

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Grecia, timori per la possibile la carenza di medicinali

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Se dai bancomat greci ci si sposta nelle farmacie, si può comprendere il timore espresso da più parti che la situazione sfoci in una crisi umanitaria. Secondo l’EFPIA, associazione che raggruppa 40 produttori europei, il Paese ellenico ha scorte di medicine sufficienti solo per i prossimi 3-4 mesi.

Sugli scaffali alcuni prodotti cominciano a scarseggiare, nonostante il razionamento praticamente imposto dal limite sui prelievi.

“La gente compra solo il necessario a causa del limite di prelievo di 60 euro al giorno”, testimonia Georgia Psahoulia, farmacista di Atene. “Significa che il paziente compra i medicinali strettamente essenziali e non può fare scorta di forniture. Soltanto il necessario”, aggiunge.

Due anni fa la bancarotta di alcuni ospedali aveva portato all’interruzione delle forniture. Stavolta i produttori assicurano il loro sostegno al popolo greco, nonostante il debito accumulato nei loro confronti superi il miliardo di euro.

“Sono problemi che si trascinano ormai da tempo, perché sappiamo che, qui in ospedale, abbiamo soldi soltanto per altri due mesi di forniture”, afferma Ilias Sioras, medico e sindacalista. “Ovviamente negli ultimi giorni, con la chiusura delle banche, i problemi sono aumentati”, sottolinea.

In Grecia gran parte dei medicinali sono importati. L’industria domestica fornisce solo il 20% dei farmaci generici ed il 35% di quelli su ricetta. Proprio nella filiera interna, però, il cortocircuito nei pagamenti potrebbe causare carenze di alcuni prodotti.