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Alla corte del Karlovy Vary


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Alla corte del Karlovy Vary

Il Festival di Karlovy Vary, Repubblica Ceca, presenta ormai una programmazione solida che lo attesta come il maggiore evento cinematografico estivo dell’Europa orientale. Quest’anno celebra il 50 ° anniversario mettendo l’accento sui registi debuttanti, ben 7 le opere prime in una sezione dedicata.

Fra i 13 film in lizza per il Globo di Cristallo 2015 appare “Heil” del tedesco Dietrich Brüggemann, una commedia satirica che prende in giro tutti neonazisti, antifascisti, i media, la polizia, il governo. Heil, che ha debuttato in prima internazionale al Karlovy Vary è la quarta opera di Brüggemann.

Nel plot un gruppo di neonazisti ordisce il rapimento di un autore afro tedesco televisivo. I servizi segreti sapevano della cellula neonazista. Sapevano che era in grado di uccidere. Anzi, secondo le accuse, lo avevano già fatto. Ma non li hanno fermati.

Dopo aver vinto nel 2012 la sezione East of the West del Karlovy Vary con “Casa con torretta”, la regista ucraina Eva Neymann è tornata quest’anno col terzo lungometraggio: “Song of Songs”.

Basandosi sul lavoro dello scrittore moderno  Yiddish Sholem Aleichem, il film evoca in modo molto poetico e nostalgico la vita degli ebrei all’inizio del XX secolo.

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