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Grecia: i 5 mesi più lunghi di Alexis Tsipras

Cinque anni di austerità, crisi umanitaria e negoziati. Cinque anni culminati nei cinque mesi di governo Tsipras con una promessa fatta ai greci: non

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Grecia: i 5 mesi più lunghi di Alexis Tsipras

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Cinque anni di austerità, crisi umanitaria e negoziati. Cinque anni culminati nei cinque mesi di governo Tsipras con una promessa fatta ai greci: non oltrepassare la linea rossa dell’austerità, oltre la quale si trova, ad esempio, la riforma delle pensioni. Il primo atto dell’esecutivo targato Syriza è la richiesta all’Eurogruppo di una proroga degli aiuti, ma senza accettare il piano di “salvataggio”. L’Eurogruppo gli concede quattro mesi di liquidità.

Il 12 maggio, Atene riesce a pagare 750 milioni di euro al Fondo monetario internazionale, ma lo sforzo non sblocca i 7,2 miliardi di euro di aiuti di cui il Paese ha urgente bisogno.

Tuttavia, il primo ministro si mostra ottimista: “Abbiamo fatto passi importanti, siamo nel tratto finale, siamo vicini a un accordo – le parole di Alexis Tsipras – Questo accordo sarà positivo per l’economia greca. Questo accordo ridistribuirà gli oneri”.

Il 4 giugno, la Grecia chiede al Fondo monetario internazionale di posticipare le quattro scadenze di giugno al 30 giugno dello stesso mese.

Le trattative proseguono, il primo ministro greco sembra fiducioso: “Credo che nei prossimi giorni saremo più vicini a un accordo – annuncia – Credo che, in ogni caso, l’accordo sia in vista. Ma abbiamo bisogno di concludere che le discussioni da un punto di vista realistico”.

Ma di fronte al Parlamento greco, Tsipras tiene un discorso molto meno conciliante e sostiene che i creditori debbano fornire una soluzione praticabile, perché se vogliono umiliare e sottomettere la Grecia, otterranno l’effetto opposto.

Al suo arrivo al vertice europeo del 25 giugno, Tsipras inizia a cambiare tono. Il suo ottimismo si sofferma sulla validità della nuova proposta di Atene ai creditori: “Dopo le esaustive proposte greche – afferma Alexis Tsipras – ho fiducia che raggiungeremo il compromesso che aiuterà la zona euro e la Grecia a superare la crisi”.

Il 26 giugno saltano i negoziati. La Grecia rifiuta l’ultima offerta dei creditori. Tsipras accusa Bruxelles di puntare il coltello alla gola dei greci: “I principi fondamentali dell’Unione europea erano la democrazia, la solidarietà, l’uguaglianza, il rispetto reciproco. Questi principi non si basavano su ricatti e ultimatum”.

Sul volo che lo riporta ad Atene, il Primo ministro greco decide di indire un referendum sull’offerta avanzata dai creditori internazionali. L’ultima parola spetta al popolo greco.