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Cina: gli interventi della Banca Centrale e la corsa dello Yuan verso il FMI

In questa puntata analizziamo l’ultima decisione della Banca Centrale Cinese e il lungo e tortuoso percorso dello yuan verso il FMI. È stata una

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Cina: gli interventi della Banca Centrale e la corsa dello Yuan verso il FMI

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In questa puntata analizziamo l’ultima decisione della Banca Centrale Cinese e il lungo e tortuoso percorso dello yuan verso il FMI.

È stata una settimana difficile per il mercato azionario cinese segnato da pesanti perdite sulla piazza di Shanghai, fenomeno che ha spinto la Banca Centrale a tagliare i tassi di interesse per la quarta volta in meno di un anno.

Una scelta inaspettata della banca che ha puntato a dare più fiducia agli investitori. Una condizione che si delinea positiva per lo Yuan, nel percorso verso l’ingresso nel panorama delle valute internazionali.

Dagli Stati Uniti sono stati sollevati dubbi sulla capacità dello Yuan di rispondere ai criteri richiesti dal FMI. Malgrado ciò alcuni paesi del Medio Oriente hanno già introdotto lo Yuan tra le monete di scambio nelle banche.

L’intervento della Banca popolare cinese

Nel tentativo di risollevare l’economia stagnante del paese, la Banca popolare cinese ha ridotto il tasso di interesse dei prestiti di un anno di un quarto di punto, fissandolo al 4,85% e il tasso di deposito al 2%. Un modo per permettere alle banche di sostenere le piccole imprese e il lavoro rurale.

Una scelta causata dal rallentamento degli investimenti nelle infrastrutture, oltre che alla caduta dei titoli azionari.

Venerdì scorso, l’indice della Borsa di Shanghai ha subito un duro colpo. Ha segnato uno dei più pesanti ribassi
dal 2008, pari al 7,4%.

Sul fronte dello Yuan, invece i segnali sono positivi. La moneta cinese è già sulla buona strada per fare il suo ingresso tra le divise nel paniere dei DPS, i diritti speciali di prelievo nel FMI.

Lo Yuan del 2013 ha guadagnato in media circa il 14% rispetto alle altre valute.

La scorsa settimana, funzionari cinesi e dirigenti del FMI hanno discusso dei risvolti tecnici per permettere allo Yuan
di diventare una moneta internazionale. Già un dato di fatto nei paesi del Golfo che lo hanno già introdotto in Medio Oriente dove sono previsti accordi di currency swap.

Le pressioni sul mercato cinese

Daleen Hassan, euronews: Per analizzare le decisioni della Banca Centrale cinese ci colleghiamo con Nour Aldeen al Hammoury, direttore delle strategie di mercato di ADS Securities ad Abu Dhabi.
Ci sono molte pressioni sul mercato cinese, il taglio dei tassi di interesse serviranno a limitarle?

Nour Aldeen al Hammoury: Sì, la decisione della Banca Centrale Cinese non è una sorpresa soprattutto dopo il rallentamento economico il significativo calo dei titoli azionari cinesi. Ha stupito la scelta di intervenire durante il week-end e non dopo un vertice.
In passato, la politica di intervento della Banca Centrale portava alla ripresa delle azioni cinesi. Questo avveniva attraverso il taglio dei principali tassi, il tasso sui depositi e quello dei requisiti di riserva bancari.
Ora l’intervento limita la pressione e permette la circolazione del denaro sul mercato e questo stimola gli investitori.

Daleen Hassan, euronews: Il mercato delle obbligazioni cinese ha giovato del taglio dei tassi di interesse. È invece il contrario per i mercati azionari, perché?

Nour Aldeen al Hammoury: Sì, la decisione ha portato beneficio ai titoli. Tuttavia il mercato azionario ha sofferto e gli scambi son diminuiti influenzati dalle speculazioni per un possibile Grexit. Comunque gli effetti positivi potrebbero solo leggeremente ritardare. Appena si sarà risolta la questione greca ci aspettiamo che le azioni cinesi si stabilizzino.

Gli Emirati Arabi Uniti e lo Yuan

Daleen Hassan, euronews: Lo Yuan cinese aumenta gli sforzi per il suo ingresso al paniere delle valute internazionali, come potrebbe influenzare il dollaro e le altre monete?

Nour Al Hammoury: Lo Yuan è tra le valute più sicure al mondo, in quanto gli investitori e molti paesi considerano una moneta del commercio internazionale.
Ci sono molti accordi di swap currency tra Pechino e diversi paesi, ciò significa che non viene utilizzato in questo caso il dollaro. Il commercio avviene attraverso lo Yuan e la valuta locale del paese interessato. In questo caso non ci sono ripercussioni sul dollaro. È comunque ovvio che lo yuan cinese rappresenta una sfida per il dollaro americano.

Daleen Hassan, euronews: Gli Emirati Arabi Uniti hanno firmato un accordo con la Cina per consentire alle banche di aprire conti in Yuan cinesi. Perché questa mossa prima del voto dell’FMI?

Nour Aldeen al Hammoury: Come dicevo lo Yuan cinese è considerato come una delle valute più sicure al mondo. Dal 2013 fino ad oggi è cresciuto in media del 14% contro le principali monete, questo nonostante la crisi, gli interventi delle banche centrali, le guerre monetarie globali e le svalutazioni. Gli Emirati Arabi Uniti hanno stipulato un importante accordo con la Cina. Gli investitori stanno favorendo lo Yuan cinese che viene scambiato direttamente con il Dirham. È più rapido rispetto al cambio tra Dirham in dollari e poi in Yuan. E anche meno costoso.