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Sì del Parlamento greco al referendum sul piano di salvataggio

Tsipras in aula: "Non ci arrendiamo". Critiche da opposizione e socialdemocratici: "Ci spingerà fuori dall'Euro"

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Sì del Parlamento greco al referendum sul piano di salvataggio

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Via libera del Parlamento greco alla tenuta di un referendum il 5 luglio sul piano di salvataggio proposto dai creditori internazionali. Il premier Alexis Tsipras, che a sorpresa aveva proposto l’iniziativa, prima del voto ha lanciato in aula un appello a pronunciare alla urne un sonoro “no” contro quello che aveva già definito un “ultimatum volto a umiliare il popolo greco” e che, a suo dire, rischierebbe di aggravare la situazione del mercato del lavoro e di far aumentare le tasse. “Il giorno della verità per i creditori internazionali si avvicina – ha detto Tsipras – vedranno che la Grecia non si arrende e che i giochi non sono ancora fatti”.

Al termine di un dibattito fiume di oltre 14 ore, segnato anche da momenti di viva tensione, i voti a favore del referendum sono stati 178 e quelli contrari 120. Favorevoli, insieme a Syriza, anche i partner di governo euroscettici del partito Greci Indipendenti e l’estrema destra di Alba Dorata. In prima linea fra i detrattori dell’iniziativa l’ex premier conservatore Antonis Samaras, che in Parlamento ha sostenuto che il referendum rischia di spingere la Grecia fuori dall’Eurozona. Critica anche la leader del socialdemocratico Pasok, Fofi Gennimata, che ha accusato il governo di “condurre la Grecia verso una rottura con l’Europa”.

“Dopo un duro scontro con l’opposizione – dice da Atene il corrispondente di euronews Stamatis Giannis – la coalizione guidata dalla sinistra radicale ha vinto la sua battaglia in Parlamento e ha spianato la strada al referendum che domenica prossima deciderà le sorti della Grecia nell’Eurozona e forse nella stessa Unione Europea. L’ultima parola spetterà però fra sette giorni agli elettori greci”.

Poche ore prima del voto del Parlamento greco, l’Eurogruppo aveva respinto la richiesta di Atene di prolungare il prestito di qualche giorno, per consentirle di attendere l’esito della consultazione. Il suo presidente Jeroen Dijsselbloem ha tuttavia detto che “la porta è aperta ad altre discussioni con la Grecia” e che i Paesi membri dell’Eurozona sono determinati a preservarne la stabilità finanziaria “con tutti gli strumenti possibili”.

Rassicurazioni sono arrivate anche dal presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, che ha ribadito la volontà di trattenere Atene nella zona euro e ha detto di essere in contatto con i leader greci per evitare questo scenario.

Dopo mesi di infruttuose discussioni, Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale avevano in settimana proposto ad Atene una proroga del programma d’aiuti e nuovi prestiti per 15,5 miliardi di euro, in cambio di riforme e ulteriori misure di austerità.

Negativa la risposta del governo greco, che ha giudicato insufficiente il montante dei prestiti proposte e inadeguate a rilanciare l’economia le riforme proposte. Nel mirino di Tsipras, soprattutto il Fondo Monetario Internazionale, accusato dal premier greco di “scaricare il più pesante fardello sui pensionati” e di voler piegare il settore turistico, portando l’IVA sulle prestazioni alberghiere dall’attuale 6,5% al 23%.