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Strage di Charleston: Roof voleva scatenare un conflitto razziale


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Strage di Charleston: Roof voleva scatenare un conflitto razziale

Nove capi d’imputazione a carico di Dylann Roof per l’uccisione di 9 persone nella chiesa di Charleston e la detenzione di armi da fuoco.

Roof avrebbe acquistato la pistola lo scorso aprile in un negozio di Charleston, ma avrebbe detto alla polizia che era un regalo di suo padre per il suo ventunesimo compleanno.

Il giovane, arrestato grazie alla segnalazione di una donna,
ha ammesso di aver compiuto la strage per scatenare una guerra razziale.

“A quanto pare ha sparato a queste persone perché erano nere – sottolinea il senatore Lindsey Graham -. Il mondo è pazzo. Ecco cos’era quest’uomo. Un pazzo. Non nel senso di mentalmente incapace, ma cattivo, pieno di odio, quindi pazzo. Non me lo spiego.”

Anche il sindaco di New York, Bill De Blasio, ha commentato la strage.

“Qui ci sono tante persone arrivate dalla Carolina del Sud – ha osservato Di Blasio -. È un momento molto doloroso per tutti noi. Voglio che tutti sappiano che non c‘è posto a New York per questo genere di odio e che noi, con la polizia locale, abbiamo aumentato per precauzione le risorse incaricate di proteggere le chiese afroamericane in questa città.”

La donna che ha avvisato le autorità potrebbe essere la sorella di Dylann
Roof, che avrebbe riconosciuto il fratello nelle immagini riprese da una telecamera di sorveglianza e mostrate in TV.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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