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Napoleone, il Duca di Wellington, Bucher e Guglielmo d'Orange. Appuntamento con la storia a Waterloo

La storia torna protagonista a Waterloo, dove per il bicentenario della battaglia che ha segnato la fine del potere napoleonico sono state

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Napoleone, il Duca di Wellington, Bucher e Guglielmo d'Orange. Appuntamento con la storia a Waterloo

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La storia torna protagonista a Waterloo, dove per il bicentenario della battaglia che ha segnato la fine del potere napoleonico sono state organizzate due imponenti rappresentazioni belliche.

Tra bivacchi, cornamuse e cannoni si incontrano loro, i protagonisti della grande battaglia di Waterloo: Napoleone, il Duca di Wellington, Bucher e Guglielmo d’Orange. Attraverso i quali è possibile rivivere quel 18 giugno 1815.

“Sono 200 anni che gli storici studiano questa battaglia. Ci è mancato poco che si trasformasse in una nostra vittoria” ci racconta Napoleone “Contro di noi hanno giocato molti fattori: le condizioni metereologiche. La pioggia ha reso il terreno umido e i proiettili non sono rimbalzati. Ci sono state, poi, delle difficoltà fisiche dell’Imperatore. Aveva qualche difficoltà a montare a cavallo. I soldati, quind non sono riusciti a vederlo e ne avevano bisogno per essere motivati in battaglia. C‘è poi la manovra di Bucher, che arriva sul campo inatteso. Il terreno,poi, non permette all’artiglieria di essere efficace come vorrebbe. E’ stata una serie di fattori avversi a decretare la perdita della battaglia. Duecento anni dopo, però, quando si ha ancora l’eco dell’epopea Napoleonica viene da chiederci se possiamo ancora parlare di sconfitta”.

Oltre l’accampamento dell’esercito francese, incontriamo il Duca di Wellington. “Wellington era figlio dei suoi tempi, un aristocratico dall’aria distaccata, che sembrava non essere molto preoccupato dello stato dei suoi uomini” spiega “Eppure ce l’ha fatta. Negli anni precedenti la battaglia di Waterloo, Wellington aveva visto soffrire, morire molti dei suoi amici e compagni, ma era riuscito a nascondere le ferite dietro una maschera. Lo connotava una certa tristezza costante.
Ha detto:“C‘è soltanto una cosa peggiore di una battaglia persa ed è una battaglia vinta in questo modo. Una frase che a trovo molto bella!”.

“Blucher è stato l’ago della bilancia.L’esercito di Napoleone è stato più di una volta sull’orlo di vincere la battaglia. E ci sarebbe riuscito se non fossero arrivati i prussiani” spiega il figurante che in questi giorni nella cittadina del Belgio vallone interpreta Bucher “A quel punto questo terreno, a Waterloo, sarebbe stato soltanto l’ennesimo campo di battaglia. Nel 1815 Blucher chiese l’estradizione di Napoleone, lo voleva condannare e voleva vederlo giustiziato. Napoleone se l‘è immaginato e si è fatto arrestare come prigioniero di guerra dai britannici”.

Il monumento simbolo della battaglia di Waterloo è la Collina del Leone, simbolo del ferimento e della caduta da cavallo di Guglielmo d’Orange. Il suo interprete ci racconta:“Guglielmo d’Orange, era il comandante dell’esercito belga olandese che rispondevano al Duca di Wellington. Era noto per la sua meticolisità e la capacità di gestire le truppe al fronte. Le cose sono andate bene fino al termine della battaglia, quando lui e il suo cavallo vennero feriti. Il monumento , proprio dietro di noi è dedicato a lui, la sua costruzione è stata decisa dal padre Guglielmo I , ed indica il punto esatto dove è stato ferito”.