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Dopo le politiche la Danimarca svolta a destra

Ago della bilancia è diventato il partito del popolo, formazione xenofoba e antimmigrati. Sono arrivati secondi alle recenti elezioni, ma è grazie a

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Dopo le politiche la Danimarca svolta a destra

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Ago della bilancia è diventato il partito del popolo, formazione xenofoba e antimmigrati. Sono arrivati secondi alle recenti elezioni, ma è grazie a loro che i liberali potranno formare un governo scalzando dal potere i socialdemocratici che pure sono finiti in testa. La sinistra ha vinto senza convincere. Fortissima l’emorraggia di voti a destra da parte di sinistra e centro. È vero che la Danimarca ha fin qui retto bene la crisi, ma i massicci arrivi di immigrati, le tensioni interne e la sapiente campagna dell’estrema destra hanno portato voti al capezzale del partito del popolo di Kristian Thulesen Dahl.

A denti stretti la ex premier Helle Thorning-Schmidt ha dovuto augurare buona fortuna ai rivali.

I partiti tradzionali sono crollati in queste elezioni. Persino i liberali di Rasmussen hanno perso il 7%

È vero che Rasmussen è stato sorpassato dai populisti
(suoi alleati all’opposizione). Quegli stessi però gli hanno
consentito di ottenere il 51,5% dei consensi e riprendere quindi il controllo del paese.

Lars Lokke Rasmussen è stato ministro nei governi del suo omonimo Anders Fogh Rasmussen e nel 2009 era diventato premier quando Fogh Rasmussen era stato eletto segretario generale della Nato. Nel 2011 aveva perso le elezioni e aveva dovuto cedere il posto alla socialdemocratica Thorning-Schmidt.