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Spettatori e capitali, Hollywood guarda sempre più alla Cina


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Spettatori e capitali, Hollywood guarda sempre più alla Cina

Per Hollywood, la Cina è sempre più vicina. E questo non perché molte delle prime hanno luogo al Chinese Theatre. Con il settimo capitolo della saga di Fast & Furious le vendite di biglietti nel Paese asiatico hanno superato per la prima volta nella storia quelle a stelle e strisce.

Tra investimenti e co-produzioni, ad esempio il film Transformers 4, Pechino potrebbe presto dire la sua su molti copioni: “Joseph Stalin una volta disse che se avesse potuto controllare il tramite dei film americani, non avrebbe avuto bisogno di nient’altro per convertire al comunismo il mondo intero”, spiega Ying Zhu, professoressa alla City University di New York.

“Il cinema è diventato un campo di battaglia per valori culturali, politici ed economici in guerra tra loro”, aggiunge.

Fino a questo momento, a dir la verità, i tentativi di piazzare divi e prodotti cinesi nelle pellicole prodotte dalla Mecca del Cinema non hanno dato grandi risultati.

Ma per Hollywood la Cina è un mercato dal quale non si può prescindere. Non solo in termini di capitali – tutti si aspettano, presto o tardi, che uno dei grandi studios finisca in mani asiatiche -, ma anche di spettatori: nel 2014 il settore valeva quasi 4 miliardi e mezzo di dollari.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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