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Inventori europei: tante idee per semplificare la vita

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Inventori europei: tante idee per semplificare la vita

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Inventori di diverse nazionalità e di vari ambiti di ricerca si sono ritrovati all’inizio di giugno a Parigi per la decima edizione del Premio

Inventori di diverse nazionalità e di vari ambiti di ricerca si sono ritrovati all’inizio di giugno a Parigi per la decima edizione del Premio dell’inventore europo, organizzato ogni anno dall’ufficio europeo dei brevetti assieme alla Commissione europea.
Una giuria internazionale, composta da personalità del mondo dell’industria, della scienza e dei media ha selezionato 15 finalisti tra centinaia di candidati. Una scelta ardua tra cosi tante invenzioni con ricadute importanti sulla nostra vita quotidiana.

Lo svizzero Andreas Manz è stato insignito del Lifetime Achievement, per aver sviluppato un micro laboratorio su un micro chip, non piu’ grande di pochi millimetri, che consente di svolgere analisi complesse, mediche, biologiche e chimiche in modo piu’ rapido ed efficace

La tecnologia “Lab-on-a-chip” permetterà di rivoluzionare la diagnosi e il monitoraggio sul campo. Tra le future applicazioni ci saranno analisi a basso costo, in aree di difficile accesso o colpite da epidemie. Si potranno inoltre portare avanti ricerche per la diagnosi di Hiv e malaria, febbre dengue, ma anche malattie genetiche e tumori.

“Fondamentalmente, il vantaggio del “lab-on-a-chip” è che in uno spazio ristretto tutto va piu’ veloce – spiega Andreas Manz – E’ una questione di proporzioni. Prendete un elefante ad esempio, cammina lentamente, un topolino va molto piu veloce. Nelle molecole accade lo stesso, quindi con un microchip qualsiasi analisi è piu rapida”.

Per la categoria piccole e medie imprese, è stata premiata l’olandese Laura van ‘t Veer : ha messo a punto un test genetico per scoprire molto precocemente il tumore al seno. Questa tecnologia permette alle donne di ricorrere alla chemioterapia solo se ne hanno effettivamente bisogno e consente terapie personalizzate. Il test “MammaPrint” stabilisce il rischio di metastasi di una paziente. La tecnologia, introdotta nel 2007, ha già aiutato oltre 40.000 donne nella terapia del cancro, cio’ che significa che attualmente circa il 20-30% di donne ha evitato lunghi cicli chemioterapici.

“Le donne possono prevenire la chemioterapia se il rischio di recidiva è basso – chiarisce la scienziata – quindi si possono evitare tutti gli effetti collaterali di quella terapia e continuare a vivere normalmente, mentre le donne che dovranno sottoporsi a chemioterapia potranno ricevere, grazie a Mammaprint, un trattamento personalizzato.

L’austriaco Franz Amtmann e il francese Philippe Maugars hanno ricevuto il premio per il loro contributo allo sviluppo del Near Field Communication (NFC) – una tecnologia per il trasferimento dati tra cellulari. L’invenzione spalanca la porta a un ventaglio quasi infinito di nuove applicazioni per gli smartphone, consentendo loro ad esempio di essere utilizzati come portafogli virtuali, comandi di smart homes, accesso ad aree sorvegliate,

Altri premi sono stati assegnati per l’invenzione di una nuova plastica riciclabile, per la scoperta del primo vaccino contro il tumore all’utero e per la scoperta di nanotubi di carbonio.

https://www.epo.org/index.html