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Bolivia: "con l'UE vogliamo relazioni commerciali eque e senza ricatti" dice il presidente Morales

La Bolivia ha realizzato importanti passi avanti nella riduzione della povertà. Evo Morales, primo presidente indigeno alla guida del paese, è

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Bolivia: "con l'UE vogliamo relazioni commerciali eque e senza ricatti" dice il presidente Morales

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La Bolivia ha realizzato importanti passi avanti nella riduzione della povertà. Evo Morales, primo presidente indigeno alla guida del paese, è entrato quest’anno in carica per il suo terzo mandato consecutivo che si concluderà nel 2020.

Marta Vivas Chamorro, euronews: Presidente, grazie di essere qui per questa intervista a Bruxelles..

Evo Morales: Grazie a voi. Sono molto contento di essere in Europa.

Marta Vivas Chamorro, euronews: Come valuta le relazioni tra Unione Europea e America Latina? Alcuni esperti sostengono che negli ultimi tempi ci sia una certa distanza..

Evo Morales: Credo che non ci sia mai stata un’intesa politica tra i due continenti. Ma ora siamo di fronte a una nuova epoca, quella dei cambiamenti. I nostri popoli hanno bisogno di profondi cambiamenti per migliorare la qualità della vita. Io non accetto l’esistenza del termine “emigrazione” perché non accetto ci sia la “migrazione”. Per noi la cosa più importante è quella di costruire insieme la cittadinanza universale. Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, ci sono più europei arrivati in America Latina e nei Caraibi che di latinoamericani venuti in Europa.
I paesi latinoamericani non hanno mai introdotto delle leggi per espellere gli europei, non hanno costruito delle prigioni per quelli che definiscono immigrati. Non è certo la stessa risposta che abbiamo visto in Europa.

Marta Vivas Chamorro, euronews: Quali sono le principali sfide di questo suo terzo mandato?

Evo Morales: Voglio rafforzare l’economia del mio paese su 4 punti principali. Visto che siamo ricchi di idrocarburi dobbiamo puntare sull’esportazione dell’ energia. Voglio che la Bolivia diventi il centro
di riferimento per l’energia del Sud America. Per fortuna per ora sta funzionando. Ma voglio anche che l’industria mineraria cominci a fruttare e che si sviluppi di più l’agricoltura.

Marta Vivas Chamorro, euronews: Il suo paese aspira a diventare membro del Mercosur, il mercato comune dell’America del sud. Da quando vi farete parte? Da quest’anno?

Evo Morales: Speriamo di si. Ma vogliamo un negoziato alla pari, senza imposizioni ne interessi regionali. L’unico interesse primario deve essere la soluzione alla povertà, alla fame e alla disuguaglianza tra i nostri cittadini. Cosa significa? Significa creare un commercio equo e non competitivo.

Marta Vivas Chamorro, euronews: Secondo lei perché Unione Europea e Mercosur non riescono ad arrivare a un accordo?

Evo Morales: C‘è una specie di imposizione o diciamo ricatto da parte dell’Unione Europea che si propone di realizzare del commercio competitivo, di libero mercato e libero scambio. Noi ci opponiamo. Chi sono coloro che traggono profitto da questo tipo di commercio? Le grandi multinazionali e non certo il popolo. Per questo credo che lo stato debba partecipare, per rendere le attività economiche in attività solidali, eque, basate sulla condivisione dei beni che mancano nei nostri paesi. Bisognerebbe anche incrementare l’uso di prodotti ecologici che fan bene alla salute.

Marta Vivas Chamorro, euronews: Alcuni giorni fa l’Osservatorio europeo sulle droghe ha presentato una relazione che sostiene che gran parte della cocaina che si consuma in Europa proviene da Bolivia, Colombia e Perù. Cosa sta facendo i suo governo per combattere il narcotraffico?

Evo Morales: Il nostro modello di lotta contro il narcotraffico è stato riconosciuto dall’Unione Europea e delle Nazioni Unite. Ma ci manca la tecnologia. Se la Bolivia fosse dotata di qualche radar, sarebbe davvero un paese modello nella lotta contro il narcotraffico. Ora però possiamo ringraziare l’Unione Europea che sta partecipando con il finanziamento di 60 milioni di euro in questa battaglia. Si tratta di un sostegno incondizionato, non è stato formulato sotto forma di ricatto ma come premio per l’impegno svolto dal governo boliviano”.

Marta Vivas Chamorro, euronews: Un’altra domanda Presidente riguarda i casi di femminicidio. Se ne è parlato in questi giorni al Parlamento europeo e all’Onu dove è stato reso noto che in Bolivia c‘è il maggiore numero di vittime. Perché nel suo paese ci sono così poche sentenze e come si può riuscire a proteggere le donne?

Evo Morales: Prima quando non c’erano leggi contro il femminicidio o contro il machismo erano molto poche le donne che presentavano delle denunce. I casi di femminicidio erano diffusi ma restavano nascosti. Ora che ci sono denunce, sembra che il fenomeno stia crescendo in realtà sta diminuendo.

Marta Vivas Chamorro, euronews: Comunque il numero di sentenze è limitato, forse occorrerà lavorare di più con la giustizia?

Evo Morales: Stiamo preparando una conferenza sul tema e stiamo pensando a un referendum per mettere ordine nel sistema giudiziario boliviano. Come lei sa, sono poteri indipendenti e spesso all’interno di questo terreno è impossibile come organo esecutivo dare delle direttive. Al tempo stesso è diritto del popolo decidere attraverso un voto come trasformare profondamente, realizzare una rivoluzione della giustizia boliviana.

Marta Vivas Chamorro, euronews: Cosa pensa dello scandalo e della crisi della FIFA, lei che è un appassionato di calcio?

Evo Morales: Il futbol mondiale lascia molto a desiderare, e parliamo di uno sport che è patrimonio dell’umanità. Non è possibile che si trasformi in un giro di affari tra dirigenti. Respingiamo e condanniamo la corruzione che c‘è stata finora. Il calcio, questa è la dimostrazione, non può restare un affare privato della FIFA. Gli stati devono partecipare attivamente per evitare questo tipo di scandali.