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Grecia sul ciglio del baratro. Senza accordo niente finanziamenti alle banche

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Grecia sul ciglio del baratro. Senza accordo niente finanziamenti alle banche

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Che la Grecia e i suoi creditori siano vicini o meno all’accordo, una cosa è certa: la variabile tempo sta venendo meno. ‘Il clima di scontro apre la porta alla bancarotta’, titola il quotidiano ellenico Eleftheros Typos. E in effetti, se si guarda al calendario, l’ipotesi di un’uscita “accidentale” della Grecia dall’Eurozona appare sempre più plausibile: giovedì l’Eurogruppo, una settimana dopo (il 25) il Consiglio europeo e, a fine mese, la scadenza del programma di salvataggio prolungato a febbraio.

“Significa che la Bce, se non viene raggiunto un accordo, chiuderà i rubinetti del meccanismo di liquidità d’emergenza. In pratica, i finanziamenti alle banche greche”, spiega l’economista Timos Melissaris. “Ecco il motivo per cui il 30 giugno è davvero l’ultima scadenza. Fino ad allora, è un rimpallo di responsabilità”, conclude.

Anche con un eventuale accordo, la strada della Grecia è tutta in salita. Innanzitutto servirà il via libera dei parlamenti (e i falchi, sia a Berlino che ad Atene, affilano i coltelli). Il successivo esborso di 7,2 miliardi di euro le permetterà di pagare le scadenze estive, ma subito dopo si imporrebbe senza dubbio il dibattito su un terzo pacchetto di aiuti.

“Colpa dell’Europa. Ci stanno facendo pressione. Abbiamo già l’austerità. Che altra austerità ci può essere in Grecia? L’Unione europea deve abbassare le sue pretese”, commenta Dimitris, meccanico 40enne. “La situazione è confusa. E non la si può risolvere perché, con questo governo, non si riesce a trovare una soluzione”, afferma invece Nikos, un pensionato. “Continuano a dire cose diverse. Fanno avanti e indietro dai colloqui. Litigano. Dove ci porterà tutto questo?”

In profondo rosso, è la risposta dei mercati finanziari. Dopo il fallimento dei negoziati del weekend, lunedì la Borsa ateniese è sprofondata di oltre quattro punti e mezzo percentuali. Le vendite si sono concentrate sulle banche – il settore ha perso oltre 10 punti – ed il rendimento dei titoli di Stato biennali si è impennato fino a sfiorare il 30%.