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Bruxelles aumenta la pressione su Atene rendendo noti i dettagli del negoziato

Dopo l’ennesimo round di negoziati senza risultato e a soli quindici giorni dalla scadenza del programma di aiuti alla Grecia, la Commissione europea

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Bruxelles aumenta la pressione su Atene rendendo noti i dettagli del negoziato

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Dopo l’ennesimo round di negoziati senza risultato e a soli quindici giorni dalla scadenza del programma di aiuti alla Grecia, la Commissione europea si toglie un sassolino dalla scarpa, rendendo ufficialmente noto, per la prima volta, cosa è disposto a fare il governo greco sui diversi dossier sul tavolo – troppo poco. Un esempio su tutti? Le pensioni, come spiega la portavoce Annika Breidthardt.

Annika Breidthardt
Portavoce della Commissione europea

“È una incorretta rappresentazione della realtà dire che le istituzioni chiedono o hanno chiesto tagli nelle pensioni individuali. Certo, il sistema pensionistico è una delle parti più consistenti della spesa pubblica ed è uno dei più cari in Europa. Per cui una riforma del sistema pensionistico fa parte delle richieste”.

Il governo di Syriza potrebbe alzare l’età pensionabile o disincentivare i pre-pensionamenti, invece Tsipras ha messo sul tavolo appena 70 milioni, lo 0,04% della spesa pubblica, a fronte di una richiesta dell’1%.
Di fronte a divergenze ancora così ampie, parlare del possibile fallimento del Paese non è più un tabù.

Mario Draghi
Presidente della Banca centrale europea

“Ci addentreremmo in un terreno inesplorato, anche se ora possediamo tutti gli strumenti per gestire la situazione al meglio.
Tutti gli attori devono fare un ultimo sforzo, ma la palla è chiaramente nel campo del governo greco, che deve prendere la misure necessarie”.

A questo punto l’Eurogruppo di giovedì non potrà prendere nessuna decisione, visto che l’accordo a livello tecnico è ancora lontano. Ma per il Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker un’intesa entro fine mese è ancora possibile.

Efi Koutsokosta
euronews, Brussels

La Commissione europea si dice pronta a riprendere le trattative non appena Atene presenterà una proposta e secondo fonti europee potrebbe ancora esserci dello spazio di manovra. La riforma delle pensioni potrebbe essere sostituita tagliando per esempio alla voce difesa – secondo la Nato, la Grecia è il secondo Paese con la più alta spesa pro capite per gli armamenti.