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Draghi avverte "elevata volatilità", Opec in attesa

In questo episodio ci occupiamo dell’effetto sui mercati dell’ultima riunione della Banca centrale europea. In Business Snapshot parliamo

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Draghi avverte "elevata volatilità", Opec in attesa

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In questo episodio ci occupiamo dell’effetto sui mercati dell’ultima riunione della Banca centrale europea.

In Business Snapshot parliamo dell’ottimismo espresso dall’OPEC che non ha modificato i livelli di produzione del petrolio.

I mercati sono stati colti alla sprovvista dalle ottimistiche osservazioni del Presidente della Banca centrale europea Mario Draghi sul programma di quantitative easing.

Il tentativo di Draghi di stemperare toni e timori ha ottenuto effetti negativi sulle obbligazioni europee. Se la crescita dovesse peggiorare, Draghi infatti non esclude di riconsiderare dimensioni, timing o caratteristiche del programma di acquisto dei bond.

L’euro la scorsa settimana ha subito significative escursioni.

La Banca centrale europea ha mantenuto invariati allo 0,05 per cento i tassi di interesse. La settimana scorsa, il presidente della BCE Mario Draghi è sembrato ottimista sui progressi del programma di quantitative easing: nella sua dichiarazione, frena le aspettative di inflazione e chiede di abituarci a periodi di elevata volatilità. Tuttavia, si dice fiducioso sul pronto recupero dell’area euro.

Mario Draghi, presidente BCE: “La ripresa c‘è, esattamente come previsto, ma ci aspettavamo numeri più forti. D’altra parte tutti gli indicatori mostrano che la domanda interna nell’area dell’euro resta forte.”

Le dichiarazioni di Mario Draghi hanno provocato un’escursione dei valori degli obbligazionari europei, soprattutto di quelli tedeschi che hanno raggiunto i livelli più alti dell’anno. Queste obbligazioni sono considerate tra le classi di asset più sicure.

La scorsa settimana il valore dell’euro sul dollaro era pari a 1.1380, si tratta del maggiore aumento della moneta unica da metà maggio (18 maggio 2015)
.
Lanciato nel mese di marzo, il massicico programma della BCE promette l’acquisto di bond per 60 miliardi di euro al mese, almeno fino a settembre 2016.

Daleen Hassan, euronews: “Per aiutarci a capire meglio le reazioni del mercato è con noi Nour Eldeen Al-Hammoury, chief market strategist alla ADS Securities di Abu Dhabi. Nour, nel mese di marzo, parlavamo della parità tra euro e dollaro. La settimana scorsa abbiamo visto un significativo picco dell’euro, come lo interpreta? Quali saranno le prossime tendenze?”

Nour Eldeen Al-Hammoury, chief market strategist, ADS Securities, Abu Dhabi: “La parità euro/dollaro potrebbe non essere cosí imminente come sperava il mercato; come detto l’economia statunitense è in fase di rallentamento, il che porterà la Fed a rinviare l’aumento dei tassi. Nel frattempo, l’attuale situazione della moneta europea non cambierà a causa della situazione greca e dell’incertezza della politica della Fed.”

Daleen Hassan, euronews: “Se i rendimenti continuassero a salire, bisognerà aspettarsi un intervento dalla Banca centrale europea per l’aumento del programma di quantitative easing?”

Nour Eldeen Al-Hammoury: “Crediamo che la BCE cercherà di intervenire, ma non con maggiore liquidità. La BCE potrebbe iniziare il suo intervento attraverso le osservazioni del suo presidente, che probabilmente cercherà di calmare il mercato. Se non ci riuscirà allora la BCE potrebbe iniettare maggiore liquidità, ma per il momento è improbabile.”

Daleen Hassan, euronews: “Nour, vediamo insieme Business Snapshot.”

Business Snapshot

Come previsto, l’Opec ha mantenuto il suo piano di produzione.
Il ministro saudita, Ali Al naimi, sembra molto soddisfatto della decisione che porterà il prezzo del greggio a non sforare i 100 dollari al barile, almeno fino a dicembre.

Durante la conferenza dell’Opec, conclusasi venerdì scorso, gli Stati membri hanno deciso di estendere l’attuale livello di produzione di petrolio fino alla prossima riunione del 4 dicembre.

I ministri dell’Opec, guidati dall’Arabia Saudita, hanno confermato che non non c‘è alcuna necessità di cambiare l’attuale strategia per animare il debole consumo mondiale di petrolio e frenare il boom americano di petrolio di scisto.

Il prezzo del petrolio, la scorsa settimana, è sceso a 58 dollari al barile, dopo le dichiarazioni di Abdullah Salem El-Badri, presidente dell’Opec.

Abdullah al-Badri, segretario generale Opec: “La verità è che 100 dollari al barile non è piú un prezzo realistico. Questo è un ciclo, il nostro barile di petrolio, oggi, vale meno.”

Daleen Hassan, euronews:“Nonostante i risultati attesi della riunione Opec, i prezzi sono crollati. Come prevede si muoverà il mercato da qui al 4 dicembre?”

Nour Eldeen Al-Hammoury: “Siamo piuttosto lontani dal limite massimo dei 100 dollari al barile, ma dobbiamo guardare a due eventi molto importanti previsti in futuro; due eventi chiave per il mercato del petrolio, che si terranno negli Stati Uniti. In primo luogo, la decisione della Fed sui tassi e poi il potenziale accordo con l’Iran e le potenze mondiali dei 5 + 1. I prezzi potrebbero muoversi all’interno di una stretta forbice e potremmo assistere ad alcune fluttuazioni. Poi non dimentichiamoci dell’importanza dell’uscita dalla crisi economica globale. Un recupero dall’attuale rallentamento potrebbe concedere ulteriori guadagni.

Daleen Hassan, euronews: “Potete condividere i vostri commenti e suggerimenti su Facebook, alla pagina Euronews Business.