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CERN, aperte le nuove frontiere della fisica. Prossima frontiera: i segreti del Big Bang

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CERN, aperte le nuove frontiere della fisica. Prossima frontiera: i segreti del Big Bang

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Un momento atteso da 27 mesi e gli ultimi minuti, alla ricerca di un piccolo segnale sullo schermo, sono mozzafiato. La scorso 3 giugno al CERN il

Un momento atteso da 27 mesi e gli ultimi minuti, alla ricerca di un piccolo segnale sullo schermo, sono mozzafiato.

La scorso 3 giugno al CERN il Large Hadron Collider (LHC) ha iniziato a fornire nuovi dati sulla fisica dopo uno stop di quasi due anni.

LHC, il più grande accelleratore di particelle al mondo, adesso consente collisioni record da 13.000 miliardi di elettronvolt, la piu’ potente energia mai messa in campo per un esperimento scientifico.

Si apre così un nuovo capitolo della fisica che potrebbe portere a una piu’ profonda conoscenza dell’universo. Giulia Papotti, ingegnere: “Adesso abbiamo i fasci stabili: l’LHC riparte!”

Ed è fiero Rolf Heuer, Direttore Generale CERN: “Penso che stiamo vivendo un momento fantastico”.

I fisici intendono rintracciare i più piccoli mattoni della materia, anche per spiegare fenomeni come la materia oscura, una forma invisibile di massa che costituisce il 27% di tutta la massa dell’universo.

Sergio Bertolucci, Diretore di Ricerca, CERN: “ Siamo la miglior nave al mondo. La più potente del mondo. Il miglior equipaggio nel mondo. E ora siamo pronti per la prossima esplorazione”.
Paolo Giubellino, portavoce ALICE:
“E’ la ricompensa per anni di duro lavoro. Per questo risultato si è lavorato due anni”.

Grazie alle collisioni di particelle ad una velocità prossima a quella della luce, lungo i 27 km dell’acceleratore è possibile creare una dimensione simile a quella dei primi secondi dopo il Big Bang, permettendo ai fisici di sondare l’origine del Cosmo.

L’accelleratore era stato fermato nel 2013 per potenziarlo fino a poter lavorare con una energia inaudita.

All’interno dell’LHC sono ora possibili un miliardo di collisioni di protoni al secondo, il doppio rispetto a tre anni fa.

Nel 2012 al CERN era stata provata l’esistenza del Bosone di Higgs, la cosiddetta particella di Dio. Una scoperta opera di due premi Nobel del 2013, i professori Peter Higgs e Francois Englert.

E ora l’ottimismo degli scienziati è al rialzo.
Fabiola Gianotti, Direttore Generale del CERN: “ E’ anche un importante punto di partenza, perché questa energia superiore ci permetterà di affrontare le molte interessanti questioni in sospeso nel campo della fisica delle particelle”.

Rob McPherson, portavoce ATLAS:
“Grazie alle future ricerche sulla particelle che faremo dalla fine di quest’anno e per i prossimi due anni, spero che potremo individuare gli indizi di particelle di materia oscura prodotte nell’acceleratore, questo legame col calcolo astronomico della massa invisibile nell’universo è quel che non riusciamo a capire”.

Per avere risposte sui maggiori misteri del nostro Universo ci vorrà qualche anno di raccolta e analisi dei dati.

Ma gli scienziati del CERN sono convinti che studiando l’infinitamente piccolo potranno capire l’infinitamente grande.