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Elezioni turche, Borsa di Istanbul a picco. Brillano solo i titoli "anti-Erdoğan"

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Elezioni turche, Borsa di Istanbul a picco. Brillano solo i titoli "anti-Erdoğan"

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Gli ultimi dubbi sul risultato elettorale di questa domenica in Turchia (se mai ce ne fossero stati) sono stati spazzati via dal verdetto della Borsa.

Gli unici titoli in rialzo erano quelli di società nel mirino del ridimensionato presidente Recep Tayyip Erdoğan, come la banca creata dai seguaci del rivale Fethullah Gülen o un gruppo mediatico, Hurriyet Gazetecilik, considerato ostile. Per il resto dei listini azionari, come sempre accade dopo tornate che aprono a scenari di incertezza, è stato profondo rosso. Idem per il cambio lira turca-dollaro, il che ha costretto la banca centrale a intervenire.

“Hanno molti strumenti a loro disposizione e quello che hanno fatto oggi è stato ridurre il tasso sui suoi depositi in valuta straniera”, spiega Jane Foley di Rabobank. “Di certo, un aumento del tasso di riferimento potrebbe essere lo strumento principale per cercare di stabilizzare la lira turca – aggiunge – Ma sarebbe una decisione molto controversa e sarebbe molto dura per la Turchia sopportare un aumento dei tassi nell’attuale clima”.

Soprattutto, non piacerebbe a Erdogan, il quale (con somma pace dell’indipendenza della banca centrale) si era schierato contro a causa del potenziale impatto sull’economia. Ma il rallentamento della crescita, il debito pubblico e la grande dipendenza da fonti di finanziamento esterne hanno già fatto perdere alla valuta il 15% del suo valore da inizio anno, con effetti sull’inflazione.