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Petrolio, nessuna sorpresa dall'OPEC

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Petrolio, nessuna sorpresa dall'OPEC

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Nessun colpo di scena al vertice OPEC a Vienna, il cui esito era pressoché scontato: il cartello dei produttori di greggio ha mantenuto invariati gli attuali livelli produttivi di petrolio pari a 30 milioni di barili al giorno.

Si tratta di una decisione quasi obbligata, dopo che l’OPEC l’ultima volta è stato costretto ad una clamorosa paralisi, che ha portato i prezzi sui nuovi minimi dell’anno di 46 dollari nel giro di pochi mesi. Poi, le quotazioni sono risalite, via via che i nuovi player nordamericani, specialisti dello shale gas e delle sabbie bituminose, venivano fatti fuori da prezzi non più in grado di offrire margini profittevoli.

«Il plafond di produzione resta lo stesso – ha detto il segretario generale dell’Opec el-Badri – sareste stati sorpresi nel vedere come l’incontro sia stato amichevole. Certo, ha poi aggiunto con una punta di amarezza, non potremo più avere il petrolio a 100 dollari».

Non operando più in regime di quasi monopolio, l’OPEC ha già rinunciato ad agire sul prezzo, strategia chiave adottata in passato, e continuerà dunque a mantenere la presa sulla sua quota del mercato mondiale, aggiungendo milioni di barili di petrolio: Iran, Iraq e Libia hanno già preannunciato aumenti dell’output e l’Arabia Saudita continua a pompare petrolio ai massimi da trent’anni.

L’effetto di questa nuova strategia sembra dar ragione all’OPEC. Pochi minuti dopo l’annuncio dello status quo i prezzi del petrolio sono saliti con il Brent che ha guadagnato 33 centesimi a 62 dollari al barile, mentre il Wti veniva scambiato a 58 dollari.