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Grecia, Bruxelles calma gli animi. Cresce l'ipotesi di un default

Dopo il posticipo a fine giugno del pagamento dellla rata da 300 milioni di euro al FMI decisa all’ultimo minuto da Atene, Bruxelles ora è inquieta e

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Grecia, Bruxelles calma gli animi. Cresce l'ipotesi di un default

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Dopo il posticipo a fine giugno del pagamento dellla rata da 300 milioni di euro al FMI decisa all’ultimo minuto da Atene, Bruxelles ora è inquieta e guarda con sospetto alle mosse del Paese ellenico. Se la Commissione europea continua a diffondere ottimismo, la realtà appare al momento ben diversa. Con i negoziati entrati di nuovo in una fase di stallo.

“Siamo in ritardo con i negoziati, ma sono tutti d’accordo nel rallentare per permettere allo stato greco e ai creditori europei di avere altro tempo per discutere e tirare fuori un accordo definitivo“spiega Daniel Gross, Direttore del Ceps.

Dato per concluso mercoledi scorso, l’accordo tra Grecia e i partener europei sarebbe ancora in alto mare. Come conferma l’annullamento dell’incontro tra Tsipras e Juncker questo week end.

“Il governo greco deve convincere Syriza che nuove riforme sono necessarie” continua Gros” Atene, del resto, non è stata in grado di tenere in ordine il bilancio dello Stato nei primi sei mesi di quest’anno. Si deve fare qualcosa. Se la Grecia continua a dire no, allora c‘è soltanto il default”.

A creare problemi è l’irremovibilità delle due parti su alcuni punti strategici: Atene non vuole toccare di nuovo pensioni, lavoro e Iva, che per l’Eurogruppo sono la chiave di volta per lo sblocco dell’accordo.