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Tunisia: Primo ministro a euronews "rifornimento armi da Ue è essenziale"

La lotta al fondamentalismo, la sicurezza nel Mediterraneo e la cooperazione economica sono stati tra i temi al centro dei colloqui a Bruxelles tra

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Tunisia: Primo ministro a euronews "rifornimento armi da Ue è essenziale"

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La lotta al fondamentalismo, la sicurezza nel Mediterraneo e la cooperazione economica sono stati tra i temi al centro dei colloqui a Bruxelles tra l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, e il Primo ministro tunisino, Habib Essid. Euronews ha intervistato il premier nordafricano nel corso della sua prima visita ufficiale a Bruxelles.

Point of view

L'Unione europea sostiene le nostre forze di polizia, mentre gli Stati Uniti forniscono assistenza al nostro esercito

Charles Salamé, euronews: “Qual è il bilancio della sua prima visita a Bruxelles?”

Habib Essid, Primo ministro della Tunisia: “Abbiamo deciso di aumentare la disponibilità economica del piano di aiuti destinati alla Tunisia da parte dell’Unione europea. Chiediamo all’Unione europea di rendere più veloci le realizzazioni degli impegni presi direttamente con la Tunisia. Abbiamo anche discusso della necessità di accelerare l’attuazione degli impegni assunti da Bruxelles riguardo a diversi programmi di cooperazione già stabiliti in passato”.

euronews: “Può fornirci qualche cifra su questo piano di aiuti economici alla Tunisia?”

Habib Essid: “Trecento milioni di euro sono stati stanziati per rafforzare il bilancio nazionale della Tunisia. Inoltre, c‘è un altro finanziamento di poco più di cento milioni che è stato destinato alla creazione di acquedotti di altri progetti di sviluppo sociale”.

euronews: “Sono importi adeguati alle esigenze della Tunisia?”

Habib Essid: “No, non lo sono. Noi abbiamo bisogno e abbiamo chiesto uno sforzo di gran lunga superiore a quello che viene offerto dai Paesi europei”.

euronews: “Signor Primo ministro, di quanto ha bisogno la Tunisia perché riesca a mettere i conti in ordine? E pensa che l’Unione europea possa garantirvi questi aiuti economici?”

Habib Essid: “Stiamo sviluppando un piano finanziario strategico per i prossimi cinque anni. Le cifre reali non saranno rese note ai media perché il nostro scopo è quello di analizzare il costo reale delle necessità della Tunisia in un programma che arriva fino al 2020”.

euronews: “Passiamo all’emergenza fondamentalismo”.

Habib Essid: “Abbiamo messo in campo un piano nazionale contro il terrorismo. Diverse operazioni sono state portate a termine con successo. Ma la cosa più importante nella lotta al fondamentalismo è la cooperazione tra il governo tunisino, i Paesi vicini e quelli europei. C‘è una cooperazione molto stretta nella lotta contro il terrorismo”.

euronews: “Lei ha fatto riferimento alla questione della cooperazione con gli Stati confinanti con la Tunisia. Crede che le forze di sicurezza tunisine siano ben attrezzate nella lotta contro il terrorismo?”

Habib Essid: “Le nostre forze militari e di polizia non dispongono delle attrezzature militari adatte. Nelle discussioni in corso con l’Unione europea abbiamo affrontato questo argomento. Il rifornimento di armi per l’esercito è un elemento essenziale della nostra cooperazione con l’Europa”.

euronews: “Primo ministro Essid, dal momento che il suo esercito non dispone di attrezzature militari adeguate, come fa il suo governo a garantirsi la fiducia dei tunisini?”

Habib Essid: “La lotta contro il terrorismo è una priorità del nostro governo. La priorità assoluta, al momento, è quella di difendere i nostri confini con la Libia e su questo fronte sono state prese tutte le precauzioni. Inoltre abbiamo avviato un ampio programma di difesa e protezione delle nostre attrazioni turistiche per prevenire eventuali attacchi terroristici. Questo programma è stato attuato su tutto il territorio della Tunisia”.

euronews: “Lei ha evocato la protezione dei confini con la Libia. L’esercito tunisino è pronto ad affrontare militarmente i terroristi o le organizzazioni legate all’Isil, in caso di scontri alla frontiera?”

Habib Essid: “Il compito principale dell’esercito tunisino è quello di proteggere il Paese da invasioni esterne, che siano di matrice terrorista o altro. L’esercito è pronto a compiere il suo dovere. Da quando siamo arrivati ​​al potere abbiamo dato a questa emergenza una priorità assoluta e abbiamo messo a punto un controllo capillare contro i terroristi che tentano di attraversare le nostre frontiere e di contrabbandare armi. I nostri confini sono ben sorvegliati, questa è diventata, sin dallo scorso mese di febbraio con la strage al museo del Bardo, la nostra priorità”.

euronews: “La visita del Presidente della Repubblica tunisina negli Stati Uniti di due settimane fa rientra in questo quadro?”

Habib Essid: “Quella visita ha avuto diversi aspetti. Il primo dei quali è quello di rafforzare la capacità operativa delle nostre forze dell’ordine. Inoltre, il nostro Presidente della Repubblica ha discusso anche dei modi e dei tempi per rafforzare la cooperazione economica tra Stati Uniti e Tunisia. Una cooperazione che avrà una ricaduta positiva nella creazione di posti di lavoro nel nostro Paese”.

euronews: “È quindi in corso una competizione tra Stati Uniti e Unione europea in favore della Tunisia?”

Habib Essid: “In generale, l’Unione europea sostiene le nostre forze di polizia nazionali, mentre gli Stati Uniti forniscono assistenza al nostro esercito. Quindi si è stabilito un equilibrio nelle due collaborazioni”.

euronews: “Secondo le informazioni in vostro possesso, i trafficanti di uomini utilizzano anche i porti tunisini?”

Habib Essid: “Tranne alcuni casi rari, questo fenomeno è stato arginato e non si verificano molti episodi in Tunisia. Nel 2011 abbiamo raggiunto un accordo con le autorità italiane per far rientrare in Tunisia chi arriva in Italia clandestinamente partendo dalle nostre coste. Tutti i tunisini che sono arrivati ​​clandestinamente in Italia sono stati fatti ritornare in Tunisia”.

euronews: “Lei è nostro ospite su euronews, qual è il suo messaggio ai cittadini europei?”

Habib Essid: “Ai cittadini europei dico che il problema del fondamentalismo, che riguarda tutti noi, può essere risolto solo attraverso la cooperazione internazionale. D’altra parte, sulla questione dell’immigrazione clandestina, riteniamo che questo problema debba essere trattato nei Paesi da dove provengono queste persone. Ci sono Paesi in cui la povertà domina e dove gli stessi regimi al potere spingono i loro cittadini a fuggire via. La soluzione al problema dell’immigrazione deve essere trovata in questi Paesi”.