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Sanzioni, la russa Gazprom scommette su scisto e gasdotto con la Cina

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Sanzioni, la russa Gazprom scommette su scisto e gasdotto con la Cina

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‘Sarà più difficile e ci vorrà più tempo, ma ce la faremo’: nonostante le difficoltà causate dalle sanzioni (l’impossibilità di accedere a equipaggiamenti e tecnologie occidentali) Gazprom promette di far fruttare i giacimenti di scisto russi.

Un vero e proprio Eldorado dell’oro nero: secondo il colosso dell’energia tra le sabbie bituminose della Siberia occidentale si nascondono 70 milioni di tonnellate di greggio.

Obiettivo: produrre 40 mila barili al giorno entro il 2018. Ma, avvertono i vertici, prima di stappare lo champagne bisognerà padroneggiare perfettamente le tecniche di fratturazione idraulica (il cosiddetto fracking).

E che dire del secondo pilastro della nuova strategia della società russa, la costruzione di un gasdotto di collegamento con la Cina?

I lavori per erigere “Il Potere della Siberia” (il nome è stato scelto tramite concorso, ndr) erano già cominciati dopo la firma dell’accordo da 400 miliardi di dollari dello scorso settembre.

Dall’altra parte del confine se la sono presa un po’ più comoda: la costruzione sul versante cinese è cominciata soltanto settimana scorsa.