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Le tappe dello scandalo che ha portato alle dimissioni di Blatter

Quando Sepp Blatter, venerdì scorso, è stato rieletto, nonostante gli scandali che stavano travolgendo la FIFA, l’impressione è stata che fosse

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Le tappe dello scandalo che ha portato alle dimissioni di Blatter

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Quando Sepp Blatter, venerdì scorso, è stato rieletto, nonostante gli scandali che stavano travolgendo la FIFA, l’impressione è stata che fosse davvero inamovibile. Aveva ottenuto al primo turno il doppio dei voti dell’unico avversario, il principe Ali di Giordania, che subito dopo si era fatto da parte. Gli applausi e le frasi di circostanza sembravano avere preso il posto delle critiche, anche dure, rivolte a Blatter in precedenza.

Ma sono bastati pochi giorni per ribaltare la situazione.

Dal New York Times è trapelata l’accusa al braccio destro di Blatter, Jerome Valcke, di aver autorizzato la tangente di 10 milioni di dollari relativa al’assegnazione dei Mondiali del 2010 che è al centro delle indagini statunitensi.

La FIFA ha difeso Valcke, sostenendo che il versamento riguardava progetti umanitari. Ma la credibilità dell’organizzazione è messa fortemente in discussione, dopo che 9 dei suoi dirigenti sono stati incriminati dalla giustizia americana.

La portata dello scandalo è chiara, dalle parole di Loretta Lynch, procuratore generale statunitense: “Questi individui, attraverso queste organizzazioni, si sono fatti corrompere per decidere chi avrebbe trasmesso le competizioni, dove si sarebbero tenute e chi avrebbe gestito l’organizzazione che supervisiona il calcio mondiale.”

Valcke era già stato al centro di polemiche per aver scritto in un’email che il Qatar aveva “comprato” l’assegnazione dei Mondiali del 2022. L’email era stata resa nota nel maggio 2011 dall’ex vic e-presidente della Fifa Jack Warner, arrestato la settimana scorsa. Valcke si era difeso dicendo di essere stato male interpretato.