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L'attesa per il meeting dell'OPEC e le ripercussioni dello scandalo FIFA

In questa puntata di Business Middle East, daremo uno sguardo agli scenari che potrebbero delinearsi durante il meeting dell’OPEC, mentre la nostra

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L'attesa per il meeting dell'OPEC e le ripercussioni dello scandalo FIFA

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In questa puntata di Business Middle East, daremo uno sguardo agli scenari che potrebbero delinearsi durante il meeting dell’OPEC, mentre la nostra istantanea sarà dedicata allo scandalo FIFA che ha fatto crollare la Borsa del Qatar.

Questa settimana occhi puntati sulla riunione dell’Opec a Vienna. C‘è una spaccatura tra i Paesi dell’OPEC e i produttori di petrolio al di fuori dell’organizzazione.

La questione è la stessa di novembre, se ‘tagliare la produzione’ a causa della riduzione della domanda e all’abbondanza delle scorte. Arabia Saudita e Stati del Golfo, non sembrano essere intenzionate a prendere una simile decisione. Mentre i Paesi esterni all’OPEC hanno chiesto di intervenire per sostenere i prezzi del greggio.

Il prezzo del petrolio è crollato a 65 dollari al Brent. Una cifra ben più bassa rispetto alla quotazione dello scorso Novembre, quando si era svolto l’ultimo meeting dell’OPEC.

La decisione dei membri dell’Organizzazione di non tagliare la produzione, attualmente a 30 milioni di barili al giorno, aveva portato a un calo dei prezzi del 60% circa prima del lieve rialzo delle ultime settimane. A gennaio i prezzi erano collassati a 46 dollari.

L’Arabia Saudita, che gioca un ruolo chiave nelle decisioni prese dall’OPEC, potrebbe mantenere inalterate le proprie strategie.

Secondo gli esperti, il prossimo 5 giugno non ci saranno novità, nonostante gli incontri che i Paesi dell’OPEC terranno prima di venerdì i produttori di petrolio esterni all’Organizzazione. Primo fra tutti la Russia.

A giugno inoltre altri due appuntamenti potrebbero avere conseguenze sull’andamento dei mercati: la riunione della Federal Reserve e un possibile accordo tra l’Iran e i 5+1 che hanno imposto sanzioni a Teheran.

Daleen Hassan, euronews:
“Secondo gli esperti, l’OPEC avrebbe davanti a sé opzioni diverse ma un cambiamento, durante il prossimo meeting, sembra
irrealistico. Collegato con noi da Abu Dhabi, Nour Eldeen Al Hammoury, di ADS Securities. Fonti diverse indicano che non ci sarà un cambiamento nella politica dell’OPEC. Questo cosa significherà e quali sono gli scenari che si prospettano per i mercati?”

Nour Eldeen Al Hammoury:
“Con la politica attuale e se la produzione resta invariata, questo meeting avrà un impatto di scarso rilievo sui mercati, perché questi ultimi non si attendono alcuna variazione. Per il mercati lo scenario migliore sarebbe se la produzione venisse tagliata di un milione di barili. Questo porterebbe a una stabilizzazione, e inoltre farebbe salire di nuovo il prezzo a 70 dollari al barile”.

euronews:
“Quanto sarà significativa una decisione della FED e quali le sue ripercussioni sul mercato del petrolio?

Nour Aldeen Al Hammoury:
“La caduta dei prezzi quest’anno e lo scorso anno, è legata anche alla Federal Reserve. A giugno ci si attendeva un rialzo dei tassi d’interesse da parte della FED. L’aumento del valore del dollaro negli ultimi due anni ha avuto un impatto notevole sul prezzo del petrolio. Questa è una delle ragioni per cui il prezzo del greggio è crollato. Gli oeratori si attendevano dalla Fed un rialzo dei tassi d’interesse che non c‘è stato. Ma di recente la visione è cambiata: se la Fed mantiene i tassi invariati, questo avrà un impatto negativo sull’andamento del dollaro. Perciò il prezzo del petrolio potrà aumentare e portare a una maggiore stabilizzazione”.

euronews:
“Un accordo tra l’Iran e i 5+1 potrebbe portare l’Arabia Saudita a rivedere la propria strategia petrolifera?”

Nour Aldeen Al Hammoury :
”Dipende da cosa sarà in grado di fare l’Iran dopo l’accordo. Se sarà in grado di esportare un milione di barili subito dopo la revoca delle sanzioni, o se si trattava soltanto di dichiarazioni avventate da parte di ministri iracheni. Il raggiungimento di un accordo con l’Iran è considerato comunque un fattore negativo per il mercato del petrolio, soprattutto se le sanzioni venissero immediatamente cancellate. Per quel che riguarda l’Arabia Saudita, non crediamo che cambierà l’attuale strategia dopo che la sua quota di mercato è aumentata. Oltre al fatto che le riserve che ha l’aiutano a superare qualsiasi difficoltà”.
 
Business Snapshot

La nostra istantanea riguarda lo scandalo scoppiato la scorsa settimana, in seno alla FIFA. La Borsa del Qatar è crollata mercoledì e giovedì dopo che con alcuni dirigenti della Federazione mondiale del calcio sono stati arrestati. Giovedì, l’indice principale in Qatar ha perso il 3.05%, lo scivolone peggiore da cinque mesi a questa parte, ed ha toccato il record negativo delle ultime 5 settimane.  

Oltre all’FBI, anche i magistrati elvetici hanno avviato un’indagine nei confronti di funzionari della FIFA. Li accusano di aver ricevuto mazzette dai Paesi che ospiteranno le edizioni 2018 e 2022 della Coppa del Mondo di calcio: Russia e Qatar.

Mosca, Doha e la FIFA negano qualsiasi tipo di tangente per ottenere l’assegnazione dell’evento.

Secondo gli analisti, se il Qatar dovesse perdere la Coppa del Mondo, gli effetti sul suo mercato sarebbero pesanti.

Il Qatar resta nell’occhi del ciclone anche per le pessime condizioni di lavoro degli stranieri impiegati dalle imprese che stanno realizzando gli impianti sportivi e le infrastrutture necessarie ai mondiali.

Diverse Organizzazioni non governative, tra cui Amnesty International, hanno chiesto alla FIFA di fare pressioni sul Paese affinché vengano implementate riforme che tutelino i lavoratori.