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Debito greco, Tsipras all'attacco. Il rischio di un'uscita di Atene dall'euro

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Debito greco, Tsipras all'attacco. Il rischio di un'uscita di Atene dall'euro

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“Chi pensa che le decisioni in arrivo riguarderanno solo la Grecia si sbaglia di grosso”. A scriverlo, sulle colonne del quotidiano francese Le Monde, è Alexis Tsipras in persona, che dice: “No a un’Eurozona a due velocità”. Se siamo a giugno e l’accordo con i creditori ancora non c‘è, accusa il premier greco, non è colpa di Atene, ma di quanti ancora propongono soluzioni irragionevoli.

Le scadenze sul debito intanto si avvicinano. Nonostante il rischio insolvenza, però, Jan Randolph di IHS non scommette su un’uscita della Grecia dall’euro: “Richiederebbe molte decisioni su entrambi i lati, delle tappe da superare e ancora non ci siamo davvero. Credo che ci sarà un’implosione sul versante politico piuttosto che un contagio finanziario. In questi termini la Grecia è petardo già esploso”.

Anche se venerdì Atene riuscirà a pagare 300 milioni di euro al Fondo monetario, senza un accordo il default sulle scadenze successive è quasi sicuro. Nel peggiore degli scenari, il Paese potrebbe essere addirittura costretto ad abbandonare l’euro.

“Abbiamo acceso un prestito in euro e ho sentito che ci riporteranno alla dracma. Sarebbe una catastrofe. Non è possibile”, commenta Emmanouil Kambouris, ristoratore dell’isola di Kos. “Le due parti in causa devono tornare con i piedi per terra e mettersi a riflettere insieme per risolvere il problema. Serve una soluzione che non preveda l’uscita dall’euro”, aggiunge.

Le trattative proseguono in modo febbrile. Sia a livello tecnico, con una bozza di accordo che potrebbe essere presentata ad Atene a breve. Sia a livello politico, con un maggior coinvolgimento dei leader in vista dell’Eurogruppo del 18 giugno.