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Ucraina, moratoria sulle scadenze del debito. Il difficile negoziato coi creditori

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Ucraina, moratoria sulle scadenze del debito. Il difficile negoziato coi creditori

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Gli esperti parlano di bluff. Non pagare le cedole per Kiev sarebbe come darsi il colpo di grazia da sola. Dallo scoppio della crisi nell’est del Paese, complici il crollo della valuta e la contrazione economica, i conti dell’Ucraina sono in profondo rosso. E un’insolvenza certo non aiuterebbe.

Eppure la carta sfoderata dalla Rada (il parlamento ucraino) qualche effetto sembra averlo prodotto: il giorno dopo che il presidente Petro Poroshenko ha firmato la legge per mettere in moratoria i pagamenti, ecco spuntare la proposta da parte del gruppo dei principali creditori: un’estensione delle scadenze e una riduzione degli interessi.

Ma Kiev, anche a fronte delle richieste del Fondo monetario internazionale, è inamovibile: con oltre 8 miliardi di dollari di debito nel 2015, i creditori dovranno necessariamente accollarsi delle perdite sul valore nominale (il cosiddetto haircut)

L’altro grande creditore, la Russia (che di ristrutturazione neanche vuole sentir parlare), minaccia: se a giugno non pagano, passeremo alle vie legali.

I mercati, ad ogni modo, non credono allo spauracchio della moratoria: i bond, dopo il tonfo iniziale seguito alla presentazione della legge, hanno già recuperato. Ma Poroshenko ha dichiarato: la useremo come arma di difesa contro creditori poco scrupolosi.