ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Raffaele Cantone: ''La corruzione è sottovalutata a livello culturale''

Lettura in corso:

Raffaele Cantone: ''La corruzione è sottovalutata a livello culturale''

Dimensioni di testo Aa Aa

Intervista con Raffaele Cantone, magistrato già in prima linea contro la camorra, ora a capo dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Point of view

Bisogna fare un lavoro di prevenzione, senza anticorpi il corpo malato non recupera

“Gli effetti collaterali della corruzione sono tanti e molto pesanti’‘, spiega Cantone. ‘‘È un danno al sistema paese sotto più profili, sotto quello delle regole della concorrenza perché allontana le imprese sane, rappresenta uno strumento di non innovazione, se io so di vincere con altri metodi non devo dimostrare di dover essere bravo. Allontana gli investitori internazionali, allontana il paese dalla situazioni migliori per poter competere a livello internazionale. Oltre al danno sociale e morale’‘. È un danno anche al merito: ‘‘Se io devo assumere assumerò i soggetti rappresentati da certi ambienti, per esempio, piuttosto che i bravi’‘, spiega ancora Cantone.

In Italia le grandi opere restano fuori dai parametri europei, sia in termini di costi che di tempi di realizzazione, per Cantone il problema è stato sia normativo che politico: ‘‘Grandi opere a tutti costi ma progettate male o a distanza enorme di tempo dal momento in cui iniziano i lavori, opere che poi non solo non si fanno, ma costano tantissimo, costi di difficile parametrazione rispetto a quelli europei. I risultati non sono spesso soddisfacenti, un sistema negativo a 360 gradi.’‘ Sono state fatte scelte sbagliate anche da un punto di vista politico: ‘‘I cantieri spesso venivano aperti solo sulle parole e non sui fatti’‘.

La vicenda di Expo 2015 non ha sorpreso Cantone, gli arresti per le tangenti nel maggio 2014 sono sintomatiche di una sottovalutata della corruzione a livello culturale. ‘‘Se soggetti che hanno operato con nomi e cognomi, già coinvolti nella stagione di ‘Mani pulite’, continuano a operare negli stessi contesti con quei nomi e quei cognomi, senza nascondersi, ma in modo pubblico significa che la condanna per corruzione non ha creato loro un danno e questo significa che da un punto di vista sociale c‘è stata una grande sottovalutazione: questi soggetti hanno continuato a occuparsi di appalti come lo facevano prima’‘. C‘è stata anche un’incapacità di mettere in campo strumenti preventivi, secondo Cantone. La scommessa dell’Autorità Nazionale Anticorruzione è lavorare sulla prevenzione. Sulle pene più severe Cantone dice: ‘‘Non credo che il problema vada risolto con la carcerazione, sicuramente c’era la necessità di ritoccare una serie di pene, per ricreare un meccanismo di equilibrio, perché la corruzione non aveva pene adeguate al sistema generale. Sono importanti le confische, le pene accessorie che allontanano i soggetti che hanno commesso reati dal compiere atti pericolosi. Ma bisogna fare un lavoro di prevenzione, senza anticorpi il corpo malato non recupera’‘.