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Inchiesta FIFA: difficile prevedere conseguenze

Oltre 150 milioni di dollari in tangenti. Una corruzione di «cultura», secondo l’Unione europea delle Federazioni calcistiche, coltivata negli ultimi

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Inchiesta FIFA: difficile prevedere conseguenze

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Oltre 150 milioni di dollari in tangenti. Una corruzione di «cultura», secondo l’Unione europea delle Federazioni calcistiche, coltivata negli ultimi due decenni, 24 anni secondo il dipartimento di giustizia degli Stati Uniti.

Finora sono stati effettuati sette arresti, perlopiú si tratta di dirigenti americani.

Quattordici tra funzionari e dirigenti FIFA sono stati incriminati con 47 capi di imputazione tra cui corruzione, tangenti e assegnazioni pilotate dei grandi eventi. Tra questi l’attuale (Jefferey Webb) e un ex vice presidente dell’organo amministrativo e di controllo del calcio mondiale.

Gli sponsor (Visa, Coca-Cola, McDonalds, Hyunday, Adidas) sono preoccupati.

Il sospetto di corruzione ricade anche sulla attribuzione dei paesi ospitanti la Coppa del mondo del passato (Sud Africa) e del futuro (Russia e Qatar).

La FIFA vive il peggior incubo degli ultimi 101 anni e il presidente, Sepp Blatter, deve affrontare pressioni sempre piú forti vista la sua elezione risalente al 1998.

Milioni di tifosi in giro per il mondo restano attoniti di fronte a ció che accade in queste ore e si domandano quando l’attenzione tornerà di nuovo sul gioco del calcio vero e proprio.

Chris Cummins, euronews: Siamo in collegamento con Robert Barrington di Transparency International, l’organizzazione non governativa che si batte contro la corruzione. Robert, qual‘è stata la sua prima reazione alla notizia dell’arresto di dirigenti della FIFA e di altre personalità in questa operazione condotta dalle autorità statunitensi e svizzere?

Robert Barrington: “Le reazioni sono due: in primo luogo, bisogna ammettere che non è davvero una sorpresa perché da tempo circolano accuse di corruzione rivolte alla FIFA; secondo, c‘è da chiedersi perché ci abbiano messo così tanto per decidersi ad agire!”.

euronews: “Ritiene che ci possano essere questioni politiche dietro l’inchiesta, magari legate all’assegnazione dei mondiali 2018 alla Russia?”

Barrington: “La tentazione di cercare un legame è forte, considerato soprattutto che il presidente russo Putin ha sostenuto Sepp Blatter. Se non sbaglio, tuttavia, questa inchiesta è iniziata alcuni anni fa, prima del recente contenzioso geo-politico tra la Russia e il resto del mondo. Non sono certo che la politica sia dietro tutto questo”.

euronews: “Cosa possiamo aspettarci per la Fifa e per Blatter?”

Barrington: “Per molte organizzazioni è facile prevedere più o meno che cosa accadrà in casi come questo, quando è in corso un’inchiesta globale per corruzione che coinvolge le autorità statunitensi. I vertici esprimono rimorso, talvolta gli azionisti ne ottengono l’allontanamento, viene condotta un’indagine completa su richiesta degli azionisti, in parallelo all’inchiesta esterna, e la cosa finisce con qualche condanna e pesanti multe. La FIFA però vive in una specie di “Paese delle meraviglie” ed è difficile prevedere cosa succederà. Sappiamo cosa dovrebbe succedere, ma cosa succederà è un’altra questione”.

euronews: “Come fa un’organizzazione sportiva a diventare così potente da arrivare a influenzare le scelte dei governi?

Barrington: “La FIFA ci è riuscita in modo davvero sorprendente: ha esteso enormemente la sua influenza nel mondo e la risposta più semplice è grazie al denaro. Circolano molti soldi nel calcio. Per i governi, il calcio è una grossa tentazione per via del prestigio nazionale e così via. E’ lo sport più popolare al mondo e la combinazione di denaro e popolarità è un richiamo a cui molti governi sono sensibili”.

euronews: “Adesso il mondo è un posto migliore?”

Barrington: “Penso che sia un po’ migliorato. E penso che sarà molto migliorato quando i responsabili di tutta questa corruzione saranno puniti, quando la FIFA sarà risanata e quando sapremo che il calcio, come d’altronde ogni altro sport, è nelle mani di gente che lo gestisce nell’interesse del gioco: non per i propri interessi finanziari”.