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Diversi arresti tra i vertici della FIFA. La conferma di Blatter al voto venerdì

Sei le persone finite in manette a Zurigo. Quasi una decina, secondo media britannici e statunitensi, anche in altri paesi

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Diversi arresti tra i vertici della FIFA. La conferma di Blatter al voto venerdì

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Diversi arresti tra i vertici della FIFA, riuniti a Zurigo per votare la probabile conferma di Sepp Blatter alla presidenza, nel lussuoso Baur au Lac Hotel.

Le autorità statunitensi da cui è partita l’inchiesta parlano di nove funzionari e cinque dirigenti indagati. I numeri sembrano confortare le informazioni già in mattinata diffuse dal New York Times e alcuni media britannici, secondo i quali ulteriori sospetti siano finiti in manette nel corso di ulteriori operazioni in altri paesi.

La giustizia elvetica ha fatto sapere che per le sei persone arrestate a Zurigo le accuse sono riciclaggio e corruzione nell’assegnazione di diritti televisivi, contratti di marketing e diverse edizioni della Coppa del Mondo, su un periodo di una ventina d’anni e per un valore pari ad oltre 90 milioni di euro.

La Procura elvetica e il Dipartimento di Stato americano hanno fatto poi anche sapere che procedimenti penali separati sono stati aperti per sospetti di corruzione in merito all’assegnazione delle edizioni 2018 e 2022 della Coppa del Mondo, in Russia e Qatar. E’ nell’ambito di quest’ultima inchiesta, che la giustizia elvetica ha fatto sapere di stare già interrogando 10 persone e di aver sequestrato diversi documenti e materiali nella sede di Zurigo della FIFA.

Tra i più illustri esponenti della FIFA che sono finiti in manette i vice-presidenti Eugenio Figueredo e Jeffrey Web – quest’ultimo anche alla guida della Concacaf, la federazione calcistica di America del Nord, America Centrale e Caraibi – e il suo predecessore in questo ruolo, Jack Warner.

Lo scorso mese alle Bahamas proprio per un congresso della Concacaf, Sepp Blatter era stato sostenuto nella sua candidatura dal presidente della Federazione dominicana Osiris Guzman, che pubblicamente lo aveva paragonato a Gesù, Mosé e Nelson Mandela.

A riferire l’accaduto anche l’ex calciatore Luis Figo, che negli scorsi giorni ha ritirato la propria candidatura alla presidenza della Fifa. In un comunicato al vetriolo, il portoghese ha spiegato di aver voluto tentare questa avventura nella speranza di incarnare un cambiamento che ritiene “urgente” per la FIFA, ma di aver poi rinunciato, dopo aver assistito a episodi di favoritismo nei confronti della campagna di Blatter e alla chiusura di qualsiasi spazio di espressione per i suoi avversari per la Presidenza. “Non credo che quella del 29 maggio sarà un’elezione regolare – concludeva Figo – e ho deciso quindi di non parteciparvi.

Dopo il ritiro di Figo, a contendere la poltrona a Blatter è rimasto solo il principe giordano Ali Bin Al Hussein.

Media statunitensi sostengono che tra gli indagati figuri anche Sepp Blatter: il potente numero uno della Federazione internazionale del Calcio che – alla sua guida dal 1998 – in un voto previsto per venerdì cerca la conferma per un quinto mandato.