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Isole contese, isole inesistenti. La disputa per il controllo del mar cinese meridionale

La disputa per questo tratto di mare condurrà alla guerra? Con il mondo distratto da problemi apparentemente più urgenti da risolvere, come il

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Isole contese, isole inesistenti. La disputa per il controllo del mar cinese meridionale

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La disputa per questo tratto di mare condurrà alla guerra?

Con il mondo distratto da problemi apparentemente più urgenti da risolvere, come il fenomeno delle migrazioni e le elezioni, le tensioni in questa parte del mondo non sono esattamente sulle prime pagine dei giornali.

All’inizio del mese di maggio però un aereo militare americano ha sorvolato il territorio disputato e quello che ha registrato ha provocato tensioni fra Washington e Pechino.

Qualcuno teme che ciò potrebbe portare a un conflitto armato fra le due superpotenze.

Perché il mar cinese meridionale è così importante?

In una parola, denaro.

Da qui passano la metà dei carghi commerciali in rotta verso l’Europa, il medioriente e l’Asia orientale.

È un traffico che vale quasi 5 trilioni di euro ogni anno secondo l’agenzia di stampa Reuters.

Ma non bisogna nemmeno dimenticare i giganteschi giacimenti di gas che si sospetta giacciano sul fondo di questo tratto di mare.

La banca mondiale ha affermato il mar cinese meridionale dispone di riserve per almeno 7 bilioni di barili e oltre 900 trilioni di metri cubi di gas naturale.

Questo potrebbe fornire all’economia montante della Cina l’energia di cui ha bisogno. Ma questa fa gola anche a paesi più piccoli come Malaysia and Vietnam.

Chi reclama la proprietà del mar cinese meridionale?

Sarebbe meglio dire chi non la reclama.

Questo perché la superficie di questo tratto di mare copre 3,4 milioni di metri quadrati:http://iilj.org/courses/documents/BeckmanGeopoliticsILandSCS.pdf, e bagna tanti paesi come Malaysia, Brunei, Filippine, Vietnam, Taiwan, e, ovviamente, anche la Cina.

La Cina afferma che pressoché la totalità di questo mare le appartiene. I suoi vicini come ietnam, Taiwan, Malaysia, Brunei e Filippine non sono ovviamente d’accordo e si fanno sentire.

I vicini della Cina e gli Stati Uniti temono che Pechino possa utilizzare della basi recentemente costruite per uso militare e questo per persuadere i riottosi stati confinanti.

La tensione è aumentata quando, nell’aprile scorso, delle immagini satellitari hanno mostrato il progetto della Cina che sta costruendo un lingua di terra sulle isole Spratly Islands, che sono già un territorio conteso. I lavori su quella terra puntano a realizzare una strada di circa 3000 metri, secondo la rivista IHS Jane’s Defence Weekly.

Ci sono anche accuse secondo cui la Cina starebbe costruendo lingue di terra a Johnson South Reef sia sulle isole Spratlys che su Woody Island e sulle isole Paracel.

Giovedì 26 maggio la Cina ha inoltre deciso di implementare la propria strategia navale nella regione minacciando anche azioni offensive se provocata.

Pechino ha anche scoperto due fari in acque disputate, un fatto che rischia di esacerbare gli animi.

Scenari possibili

Taiwan ha provato a presentare un piano di pace per disinnescare le tensioni fra la Cina, i suoi stati vicini e l’America.

Il presidente Ma Ying-jeou ha invitato le parti in casa a sedersi attorno a un tavolo e cominciare a pensare come condividere le risorse.

Il suo piano è simile a quello proposto per il mar cinese orientale dove nelle acque contese è stato offerto il diritto di pesca congiunto a Giappone e Taiwan.

Quali i rischi?

Maha detto: lanciare iniziative di pace, è fondamentale per evitare che esploda un conflitto”.

Hua Chunying, un portavoce del ministero degli esteri cinese, ha risposto: crediamo che il popolo cinese sui due lati del mare abbia il dovere di riconoscere la sovranità della Cina su questi territori per il rispetto del diritto marittimo e nell’interesse della stabilità del mar cinese meridionale.”

Fonti:
Foto 1: Navi battenti bandiera cinese incorciano nelle acque contese nei pressi di Mischief Reef e vicino alle isole Spratly. L’immagine è ripresa da un aereo militare statunitense della classe P-8A Poseidon surveillance aircraft.

Questo video mostra il sorvolo di un aereo militare statunitense P-8A Poseidon che vola sue queste neo-isole del mar cinese meridionale:

Foto 2: Un battello alla fonda nella zona. A bordo probabilmente soldati filippini. A volte i paesi che lottano per il controllo dell’area fanno arenare delle proprie navi per poi reclamare il possesso della zona.

Foto 3:Differenze fra prima del 2011 (sinistra) e dopo il 2015 (destra), si tratta di immagini realizzate da un’organizzazione chiamata CSIS Asia Maritime Transparency Initiative/DigitalGlobe. Nuove immagini satellitari hanno dimostrato che anche il Vietnam ha reclamato almeno due siti nella zona. Senza dimenticare che, soprattutto la Cina, ha portato in loco giganteschi quantitativi di terra per creare delle isole artificiali che poi Pechino reclama per accampare maggiori diritti su quel tratto di mare.