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Come ti controllo il pilota

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Come ti controllo il pilota

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Un jet della Germanwings con 150 persone a bordo si era schiantato sulle Alpi francesi il 24 marzo. Nessun sopravvissuto. Stando all’inchiesta il

Un jet della Germanwings con 150 persone a bordo si era schiantato sulle Alpi francesi il 24 marzo. Nessun sopravvissuto. Stando all’inchiesta il copilota Andreas Lubitz ha volontariamente distrutto l’aereo. Gli investigatori dicono che Lubitz aveva sofferto di depressione e tendenze suicide in passato.

Ricercatori francesi, americani e giapponesi stanno cercando di capire meglio come funziona il cervello dei piloti. La catastrofe Germanwings sembra un caso unico ma è importante capire le reazioni neurologiche del cervello sottoposto a stress per individuare i segnali che precedono azioni come queste e prevenirle.

Non conta quanto ben addestrato e sperimentato sia un pilota: l’errore umano è sempre in agguato, ci si puo’ distrarre o fare valutazioni sbagliate. In un laboratorio francese, a Tolosa, si mettono a punto strumenti che potrebbero aiutare il pilota a gestire il carico di lavoro semplificando i suoi compiti col monitoraggio dei movimenti oculari e l’attività cerebrale.

MICKAEL CAUSSE, ricercatore (AEROSPACE ENGINEERING SCHOOL):
“Stiamo cercando di capire meglio i problemi del fattore umano, adoperando strumenti delle neuroscience come l’elettroencefalogramma, la misurazione del ritmo cardiaco, la respirazione, il battito cigliare, insomma il sondaggio costante del pilota. Stiamo sfruttando tutto questo per capire meglio il funzionamento dell’essere umano sotto stress per prevenire eventuali catastrofi”.

Su un vero aereo, grazie a una elettroencefalografia si misurano gli impulsi sul cuoio capelluto per tracciare l’attività neuronale. Il professor Frederic Dehais di Tolosa, spiega come funziona il dispositivo di tracciamento dello sguardo.

FREDERIC DEHAIS, ricercatore (AEROSPACE ENGINEERING SCHOOL): “ Si tratta di un dispositivo molto leggero, meno di 80g di peso. Ha una fotocamera frontale che mostra dove il pilota sta guardando, la sua prospettiva. Qui c‘è un’altra fotocamera, più piccola, che filma la pupilla dell’occhio e ci mostrerà in tempo reale in quale direzione guarda il pilota.”

I ricercatori testano apparecchi e algoritmi per analizzare al massimo il comportamento del pilota e come reagire a situazioni complesse come cattivo tempo, emergenze. In situazioni di grande stress il pilota rischia di ignorare l’allarme concentrandosi solo su quello che vede. In certi istanti quando ci si accinge all’atterraggio anche un forte allarme viene ignorato perchè si è troppo concentrati su altri problemi. Nel cockpit del futuro il flusso di informazioni diretto al pilota sarà tarato su cose necessarie.

DANIEL CALLAN, ricercatore (NATIONAL INSTITUTE OF INFORMATION AND COMMUNICATION TECHNOLOGY, OSAKA, GIAPPONE):“Il cockpit del futuro sarà ‘non-invasivo’, un interfaccia col cervello capace di sorvegliare il flusso di lavoro del pilota e di attivare contromisure, con la tecnologia, come presentare misure sul display in modo ottimale e ridurre e ottimizzare la massa di informazioni; cosi’ in situazioni di elevato carico di lavoro si presenterà solo la situazione che si deve effettivamente affrontare”.

Dall’incidente della Germanwings il comportamento dei piloti è stato messo in discussione. Per i ricercatori sarà impossibile far volare gli aerei di linea solo col pilota automatico oppure con un unico pilota.

MICKAEL CAUSSE, ricercatore: “C‘è un ostacolo psicologico al volo senza pilota da parte dei passeggeri? Per ora direi che non lo accetteranno. Con un solo pilota si è visto quello che è successo con Germanwings quindi non c‘è soluzione. Per ora resteranno due piloti in cabina e per un bel po’”.

Il potenziale di questo studio è affascinante. Potrebbe investire tutto dalla selezione dei piloti al monitoraggio dei reali training tecnici, fino al design di differenti cockpit.