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A Donetsk, dove le pensioni si pagano in rubli

L’autoproclamata Repubblica di Donetsk è sempre più dipendente dall’economia russa e soprattutto dal rublo. Soprattutto dallo scorso novembre, quando

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A Donetsk, dove le pensioni si pagano in rubli

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L’autoproclamata Repubblica di Donetsk è sempre più dipendente dall’economia russa e soprattutto dal rublo. Soprattutto dallo scorso novembre, quando Kiev ha deciso di interrompere il pagamento di sussidi e pensioni per evitare che finissero a finanziare il conflitto dei ribelli.

Il risultato è che nelle zone sotto il controllo dei filo russi l’arrivo di tonnellate di rubli ha avuto come primo effetto l’aumento vertiginoso dell’inflazione.

“Io ricevo la mia pensione” racconta un residente di Donetsk.
“A quanto ammonta?” chiediamo. “E’ la mia pensione di sempre. Sono 800 rubli”. Euronews:“E’ aumentata o diminuita?”. “E’ la stessa. Il problema è che sono aumentati i prezzi. Con questa inflazione sono diventato 3 volte più povero di prima”.

A differenza dei pensionati, c‘è chi come Sergey Barishnikov, oggi a capo dell’Università di Donetsk e tra le figure centrali della ribellione filo russa, ritiene che l’arrivo del rublo sia solo il primo passo verso un nuovo futuro economico. “In realtà, fatta una proporzione i pagamenti corrisposti in Rublo sono molto più alti di quelli fatti prima” dichiara Barishnikov “E, passo dopo passo, il rublo sta diventando un aspetto fondamentale del nostro consolidamento e della nostra integrazione nell’economia e finanza russa”.

Il governo di Yastenyuk continua, in realtà, a versare le pensioni a chi, residente nei territori autoproclamatisi indipendenti, decida di registrarsi nelle aree ucraine.