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La partita a poker di Atene: "Soldi finiti", "Pagheremo, ma serve accordo"

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La partita a poker di Atene: "Soldi finiti", "Pagheremo, ma serve accordo"

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Prima, poteva passare per una tecnica negoziale del ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis: affermare che Atene è a corto di fondi per strappare concessioni nei negoziati con i creditori internazionali.

Adesso che, però, indicazioni nello stesso senso arrivano ogni giorno che passa da un nuovo esponente del governo Tsipras, la situazione si fa più seria.

Domenica il ministro dell’Interno era stato chiaro: “Le quattro rate per il Fondo monetario in scadenza a giugno, per un valore complessivo di oltre mezzo miliardo di euro, non saranno versate, perché quel denaro, semplicemente, non lo abbiamo”.

Se si considera che il prossimo mese Atene deve anche rifinanziare 5 miliardi di debito a breve (e che a luglio sarà la Banca centrale europea a bussare alla sua porta), si può comprendere la gravità della situazione.

Inevitabili le tensioni sui mercati, con il successivo tentativo del portavoce dell’esecutivo di gettare acqua sul fuoco: “Questo governo ha la responsabilità di onorare i suoi debiti in Grecia come all’estero”, ha affermato Gabriel Sakellaridis.

“Il problema della liquidità è noto – aggiunge – ma noi vogliamo essere coerenti nei nostri obblighi. Per questa ragione, ci auguriamo che si arrivi presto a una quadra con Eurozona e Fondo monetario che possa concedere un po’ di respiro in questa stretta di liquidità”.

Atene ha già dato fondo alle riserve inviando alla Banca centrale le risorse delle pubbliche amministrazioni locali. Abbastanza per coprire stipendi i salari di maggio. Dopodiché, a meno di un accordo sui nodi di Iva, pensioni e mercato del lavoro, sarà default.