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Spagna alle urne fra crisi dei grandi partiti e speranze delle nuove formazioni politiche

Fra vecchi boiardi di lungo corso e giovani promesse questa domenica la Spagna va alle urne per le elezioni amministrative. Favorito appare il

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Spagna alle urne fra crisi dei grandi partiti e speranze delle nuove formazioni politiche

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Fra vecchi boiardi di lungo corso e giovani promesse questa domenica la Spagna va alle urne per le elezioni amministrative.

Favorito appare il partito “Podemos” di Pablo Iglesias che nei sondaggi vola anche se in queste settimane le accuse di rapporti troppo stretti con il Venezuela lo hanno danneggiato.

È vero che il paese ha migliorato la sua situazione e che l’economia è in ripresa, ma per ottemperare alle richieste dei creditori e mettere in pista le riforme necessarie sono stati necessari enormi sacrifici. I giovani sperano in un cambiamento: “Spero che si abbiano risultati simili alle elezioni europee quando dei nuovi partiti hanno rosicchiato consenso alle gradi formazioni politiche”.

Dice una pensionata: “Ho dei disoccupati in casa, la mia pensione è aumentata dello 0,25% mentre la vita costa molto di più quindi dobbiamo cambiare e sperare che vada bene”.

Crollo dei salari, dei prezzi, banche che non concedono prestiti. I piccoli imprenditori sono disperati: “Dobbiamo aiutare la piccola e media impresa che è morta, morta. Sa vai da una banca e chiedi un credito ti rispondono che hai già delle pendenze creditizie. Certo che abbiamo debiti, ma non per colpa nostra”.

Per adesso una percentuale fra il 30 e il 45% di elettori è indecisa, senza contare quelli che alle urne potrbbero non andarci. I giochi, alla veglia del giono di silenzio elettorale, non sono ancora fatti.