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Rostropovich Festival, onora il violoncello

L’annuale Festivaldedicato a Mstislav Rostropovich di Baku, dal 17 al 24 maggio, onora la fama e la bravura del violoncellista e direttore

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Rostropovich Festival, onora il violoncello

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L’annuale Festivaldedicato a Mstislav Rostropovich di Baku, dal 17 al 24 maggio, onora la fama e la bravura del violoncellista e direttore d’orchestra.

Oltre alle capacità tecniche ed interpretative, Rostropovich è considerato uno dei più grandi violoncellisti del Novecento.

Arseniy Chubachin, un giovane talento, ne sta seguendo le orme e esibisce in pubblico la sua evoluzione.

Arseniy Chubachin, violoncellista: “In questo concerto ho provato a fare qualcosa di nuovo. Una prima mondiale, oserei dire, di una versione moderna mai ascoltata suonata al violoncello. E naturalmente mi sono ispirato a Mstislav Rostoropovich.”

Chubachin e la sua orchestra da camera hanno girato finora Francia, Germania, Repubblica Ceca, Georgia, Giappone e Turchia.

Rostropovich perse la cittadinanza sovietica nel 1978, quattro anni dopo che l’autorità dichiaró finita la sua carriera musicale per colpa del sostegno dato al premio Nobel, Alexander Solzhenitsyn. Rostropovich visse principalmente a Parigi, ma abitó a Mosca, San Pietroburgo, Londra e a Losanna, in Svizzera.

Sua figlia Olga Rostropovich è il direttore artistico del festival a lui dedicato. Lei racconta a Euronews quanto sia importante coordinare un festival dedicato al padre, nella patria di Rostropovich.

Olga Rostropovich, direttore artistico Rostropovich Festival:
“Mio padre ha sempre amato questa città meravigliosa, perché era nato a Baku. Provava intensi e forti sentimenti per questa città, ci trascorse un periodo felice, ma devo dire anche che qui la gente lo ha sempre amato. Sono molto felice di poter presentare la città a quei musicisti che qui non sono mai stati prima.”

Baku non è peró sconosciuta al sassofonista più famoso della Russia, Igor Butman, che qui ha suonato, prima di diventare famoso tra il pubblico giovanile d’Europa.

I biglietti dei concerti a Baku hanno prezzi modici, sui 5, 10 euro, e cosí invece del ben vestito e vecchio pubblico occidentale, l’audience è composta da persone di tutte le età che riempiono le sale.

Igor Butman, sassofonista:
“C‘è un bel clima quando si suona per persone di età cosí diversa. Non solo perchè ci sono persone anziane e nemmeno solo per quelle giovani, ma piuttosto per tutto il pubblico. Le persone giovani ti danno energia. Vien voglia di suonare il jazz, le suite Far East di Duke Ellington che associo a Baku e all’Azerbaidjan, un genere che appartiene alla parte orientale dell’Europa.”

Igor Butman dopo la laurea al Berklee College Of Music ha vissuto a New York e ha suonato con le star della musica jazz e registrato diversi dischi. La sua casa discografica si chiama Butman Music. Lui suona con la Moscow Jazz Orchestra e il suo quartetto. Come musicista ha un ruolo fondamentale nella vita culturale russa.

Baku è una città molto vivibile, soprattutto d’estate.

Teymur Goychayev e l’Azerbaijan State Chamber Orchestra hanno suonato alla Baku Chamber Music Hall, lo scorso 20 maggio.

Il repertorio ha compreso opere di compositori dell’Europa occidentale e di compositori dell’Europa occidentale, della Russia e dell’Azerbaijan.

Un gran numero di musicisti annualmente transita e si esibisce a Baku, partecipando al festival e gli spettatori possono assistere alle performance di musicisti della Mstislav Rostropovich Foundation.

I concerti, tenuti nell’ambito del festival si svolgono sempre nei migliori luoghi della città.